I rilievi della chiesa dei Santi Michele e Gaetano a Firenze: per una rilettura cronologica e stilistica
di Nicola Ciarlo
L’articolo esamina una serie di rilievi situati nella navata della chiesa dei Santi Michele e Gaetano a Firenze, concentrandosi sulle attribuzioni artistiche e sulla rappresentazione delle scene relative alle vite e ai martìri degli Apostoli e degli Evangelisti. La chiesa ospita quindici rilievi, ciascuno dei quali illustra una scena diversa, ma l’attribuzione di tre di queste scene rimane sconosciuta, e un rilievo è attribuito con una certa incertezza.
L’articolo inizia confermando che Damiano Cappelli (†1688), un artista con contributi ben documentati per questa chiesa, è responsabile del rilievo che rappresenta il Martirio di San Tommaso. Successivamente, viene messa in discussione l’attribuzione comune del Martirio di San Matteo ad Agostino Cornacchini, suggerendo invece che questo rilievo dovrebbe essere accreditato a Carlo Marcellini (1643-1713). Infine, l’articolo propone che due altri rilievi, la Crocifissione di San Filippo e il Martirio di San Giacomo il Minore, possano essere il lavoro di Girolamo Ticciati (1679-1745).
Questa analisi non solo riconsidera l’attribuzione di queste opere d’arte, ma fornisce anche spunti sui tendenti stilistiche e artistiche del periodo, riflettendo la complessa storia delle attribuzioni e la comprensione in evoluzione dei contributi di questi artisti al ricco programma decorativo della chiesa teatina.
The article examines a series of reliefs found in the nave of the Theatine church of Sts. Michael and Cajetan in Florence, focusing on the artistic attributions and the representation of scenes from the lives and martyrdoms of the Apostles and Evangelists. The church features fifteen reliefs, each illustrating a different scene, but the authorship of three scenes remains unidentified, and one relief is attributed with some uncertainty.
The article first confirms that Damiano Cappelli (d. 1688), an artist whose contributions to this church are well-documented, is responsible for the relief depicting the Martyrdom of St. Thomas. Next, it challenges the common attribution of the Martyrdom of St. Matthew to Agostino Cornacchini by suggesting that this relief should instead be credited to Carlo Marcellini (1643-1713). Lastly, the article proposes that two other reliefs, the Crucifixion of St. Philip and the Martyrdom of St. James the Less, may be the work of Girolamo Ticciati (1679-1745).
This analysis not only reconsiders the authorship of these artworks but also provides insights into the stylistic and artistic tendencies of the period, reflecting the complex history of attribution and the evolving understanding of the contributions made by these artists to the Theatine church’s rich decorative program.
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Two reconstructions for Ghirlandaio’s workshop and a new altarpiece by Bastiano Mainardi
di Christopher Daly
L’articolo amplia il corpus dei pannelli di Domenico Ghirlandaio, del suo atelier e dei suoi seguaci, discutendo diversi dipinti in gran parte trascurati dalla letteratura. Inizia ricostruendo un piccolo pannello dell’Entombment con i Santi, i tre pezzi esistenti dei quali sono divisi tra la Perkins Collection, Assisi e il Brooklyn Museum di New York. Datato agli anni 1480, il dipinto è attribuito al fratello di Domenico e suo collaboratore più stretto, David, e collegato in via preliminare al convento di S. Marco a Firenze, per il quale i fratelli avevano lavorato precedentemente nel decennio. L’articolo propone quindi un nuovo frammento della Pala del Palco, commissionata a Domenico e David dai Francescani a Prato nel 1490. Infine, presenta una pala d’altare inedita di Bastiano Mainardi, uno dei collaboratori più importanti dell’atelier, per illustrare come gli allievi di Domenico abbiano adattato i loro stili mentre l’atelier passava nelle mani di Ridolfo, il figlio e successore di Domenico.
The article expands the corpus of panels by Domenico Ghirlandaio, his workshop and followers, by discussing several paintings largely ignored in the literature. It begins by reconstructing a small panel of the Entombment with Saints, the three extant pieces of which are divided between the Perkins Collection, Assisi, and Brooklyn Museum, New York. Here dated to the 1480s, the painting is attributed to Domenico’s brother and closest collaborator, David, and tentatively linked to the convent of S. Marco, Florence, for which the brothers had worked earlier in the decade. The article then proposes a new fragment of the Pala del Palco, commissioned to Domenico and David by the Franciscans in Prato in 1490. It lastly presents an unpublished altarpiece by Bastiano Mainardi, one of the workshop’s most important associates, to illustrate how Domenico’s pupils adjusted their styles as the workshop passed into the hands of Ridolfo, Domenico’s son and successor.
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AmeInforma
Constancia. Dalla Sicilia a New York un esempio metodologico per la valorizzazione delle collezioni ecclesiastiche
di Pierfrancesco Palazzotto, Giovanni Travagliato
La mostra Constancia. Donne e potere nell’impero mediterraneo di Federico II, curata da chi scrive insieme alla prof. Maria Concetta Di Natale per l’Istituto Italiano di Cultura di New York (7 marzo – 8 aprile 2022, prorogata al 30 aprile), dove ha riscosso un ottimo riscontro di pubblico, ha avuto la peculiare caratteristica di prendere le mosse da un nucleo fondamentale di preziose opere conservate nel Tesoro della Cattedrale, nell’Archivio Storico e nel Museo Diocesano di Palermo, coinvolgendo in un secondo momento altrettante importanti collezioni e istituti culturali, ecclesiastici, come la Cattedrale, la Biblioteca “Ludovico II de Torres” e il Museo Diocesano di Monreale, ma non solo.
The exhibition Constancia. Women and Power in the Mediterranean Empire of Frederick II, curated by myself and Professor Maria Concetta Di Natale for the Italian Cultural Institute of New York (March 7 – April 8, 2022, extended to April 30), which received an excellent public response, had the distinctive feature of originating from a core collection of valuable works preserved in the Treasury of the Cathedral, the Historical Archive, and the Diocesan Museum of Palermo. Subsequently, it involved equally significant collections and cultural institutions, both ecclesiastical, such as the Cathedral, the “Ludovico II de Torres” Library, and the Diocesan Museum of Monreale, as well as others.
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Recensione
La Sagrada Família. Sfide di un cantiere in corso d’operaa
di Raffaele Giannantonio
Maria Antonietta Crippa è una grande e profonda conoscitrice di Antoni Gaudí e della sua maggiore opera, quale può essere considerata il Temple Expiatori de la Sagrada Família di Barcellona, anche negli aspetti meno celebrati come quello tecnico, cui è dedicata questa sua ultima opera, suddivisa in quattro capitoli e due intermezzi.
Maria Antonietta Crippa is a profound and extensive expert on Antoni Gaudí and his most significant work, the Sagrada Família in Barcelona. Her latest work, which focuses on the less celebrated technical aspects of this masterpiece, is divided into four chapters and two interludes.
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