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Caratteristiche esecutive per cento anni di pittura murale in San Sebastiano a Pecetto Torinese, tra XV e XVI secolo

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Sommario

L’articolo descrive la tecnica di pittura murale delle campagne decorative che sono ancora visibili nella chiesa di San Sebastiano a Pecetto Torinese. I dipinti risalgono al periodo compreso tra il 1440 e il 1530 e sono attribuiti a una dozzina di diversi maestri, tra cui Guglielmetto Fantini di Chieri, un esempio fulgente del gotico tardivo locale, il misterioso Antonio de Manzaniis, e il pittore rinascimentale comunemente noto come Pseudo Jacobino Longo.
In primo luogo, le caratteristiche tecniche vengono illustrate seguendo la cronologia; successivamente, vengono riassunti i metodi di esecuzione. Con l’evoluzione dello stile, la tecnica della pittura murale è cambiata: l’area di ogni “giornata” è diventata progressivamente più grande; l’uso delle tecniche di trasposizione del disegno si è concentrato sulla costruzione spaziale, e non più solo sulla reiterazione del tessuto a trama; la tecnica dell’affresco è stata limitata, mentre gesso e tempera sono stati utilizzati più frequentemente; la palette è rimasta costante, ma dipendeva principalmente dalla disponibilità del mercato locale (come un tipo specifico di malachite) e dalla ricchezza economica del committente (per l’uso della foglia d’oro o per il numero di personaggi da dipingere); le linee calligrafiche sono scomparse a favore di luci e ombre, studiate direttamente dal disegno sottostante.

Summary

The article describes the mural-painting technique of the decorative campaigns that still survive in the church of San Sebastiano in Pecetto Torinese. The paintings date from 1440 to 1530 and are attributed to a dozen different masters such as Guglielmetto Fantini from Chieri, a shining example of the local late Gothic, the mysterious Antonio de Manzaniis, and the Renaissance painter commonly known as Pseudo Jacobino Longo.
In the first instance, the technical features are illustrated following the chronology; subsequently, the methods of execution are summarized. With the evolution of style, the technique of mural painting changed as well: the area of each “giornata” became increasingly larger; the use of techniques of transposition of the drawing was focused on the spatial construction, and no longer only in the reiteration of the woven fabric; the fresco technique was limited, while chalk and tempera were used more frequently; the palette was constant, but depended mainly on the availability of the local market (such as a specific type of malachite) and the economic wealth of the patron (for the use of gold leaf or for the number of characters to be painted); the calligraphic lines disappeared in favor of lights and shadows, studied directly from the underlying drawing.