Contenuto in: 

Un aer-epitaphios bizantino a Caiazzo

 6,00

Categoria:
Autori:

Sommario

Dal 1863, il Victoria & Albert Museum di Londra ospita l’aer-epitafio (1406/1407) commissionato da Nicola Eudaimonoioannes. Il committente, ambasciatore imperiale al Concilio di Costanza, era un eminente membro di una famiglia originaria di Monemvasia, la cui componente era attiva nel Despotato del Morea nel Peloponneso, un territorio all’epoca nell’orbita economica di Venezia. L’opera fu venduta al museo da Franz Bock (1823-1899), collezionista e studioso tedesco, canonico della cattedrale di Aquisgrana e autore della Geschichte der liturgischen Gewänder des Mittelalters (1859-1871). Da allora, il ricamo, menzionato nei principali contributi sull’arte tessile dell’Impero Orientale e presentato nelle principali esposizioni sull’arte bizantina, è stato sempre attribuito a una città siciliana sfuggente, Calata. Tuttavia, nello studio presente, si dimostra che l’opera, prima del 1628, si trovava a Caiazzo, una città della Terra di Lavoro in Campania, da dove il vescovo Paolo Filomarino (1617-1623) la inviò come dono ai Teatini di Napoli, innescando un significativo dibattito sull’opera, mantenuto vivo tra il XVII e il XVIII secolo, testimonianza di un interesse nascente per l’arte medievale.

Summary

Since 1863, the Victoria & Albert Museum in London has housed the aer-epitaphios (1406/1407) commissioned by Nicholas Eudaimonoioannes. The client, imperial ambassador to the Council of Constance, was an eminent member of a family originally from Monemvasia, whose components were active in the Despotate of the Morea in the Peloponnese, a territory then in the economic orbit of Venice. The work was sold to the museum by Franz Bock (1823-1899), a German collector and scholar, canon of the Aachen cathedral and author of Geschichte der liturgischen Gewänder des Mittelalters (1859-1871). Since then, the embroidery, mentioned in the main contributions on textile art in the Eastern Empire and presented in the main exhibitions on Byzantine art, has always been affirmed to come from an elusive Sicilian city, Calata. In the present study, however, it is shown that the work, before 1628, was in Caiazzo, a city of Terra di Lavoro in Campania, from where the bishop Paolo Filomarino (1617-1623) sent it as a gift to the Theatines of Naples, triggering a significant debate on the work, kept alive between the 17th and 18th centuries, evidence of an incipient interest in medieval art.