Contenuto in: 

Mi Vida Loca. Religione e identità nel tatuaggio e nell’arte cholo

 6,00

Categoria:

Sommario

Nel XVII secolo, il termine cholo era originariamente utilizzato dai conquistadores spagnoli per riferirsi ai mestizos, individui di discendenza mista, indigena ed europea. Tuttavia, negli anni ’60, fu adottato dai giovani Chicanos — residenti statunitensi di origine messicana — per descrivere uno stile di vita strettamente legato alla criminalità di strada e alla cultura delle gang. La sottocultura cholo si distingue per una propria identità visiva unica, che include tatuaggi e altre forme di espressione artistica vernacolare. Questa iconografia mescola simboli religiosi cattolici con elementi della vida loca (vita folle), un termine usato per descrivere lo stile di vita pericoloso e caotico dei membri delle gang, includendo immagini di volti clowneschi, cani Pitbull e armi da fuoco.
I motivi cristiani più ricorrenti nei tatuaggi cholo includono la Vergine di Guadalupe — un emblema di devozione e simbolo di unità per i popoli di lingua spagnola negli Stati Uniti — oltre a rappresentazioni della passione di Cristo, croci, ex-voto e mani giunte in preghiera. Un caso distintivo è quello di Santa Muerte, una divinità messicana precolombiana raffigurata come uno scheletro vestito con l’abito di un santo cattolico. Il suo culto ha recentemente conosciuto una rinascita, fondendo antiche tradizioni con una devozione moderna.
Utilizzando strumenti della critica d’arte e degli studi culturali e post-coloniali, questo articolo esamina il simbolismo cristiano nei tatuaggi cholo e ne esplora il ruolo come strumenti di identificazione, appartenenza e resistenza alla cultura dominante americana. Lo studio fa anche riferimento al lavoro di artisti come Gusmano Cesaretti, Estevan Oriol, Mister Cartoon, Chuco Moreno, Dr. Lakra, Mike Giant e Tamara Santibañez, i quali hanno esplorato e rappresentato questa sottocultura attraverso la loro pratica artistica. Il tatuaggio cholo diventa una forma complessa di autoespressione, fondendo iconografia spirituale con i segni distintivi dello stile di vita cholo, riflettendo sia l’identità personale che quella culturale.

Summary

In the 17th century, the term cholo was originally used by Spanish conquistadors to refer to mestizos, individuals of mixed indigenous and European descent. However, in the 1960s, it was adopted by young Chicanos—U.S. residents of Mexican descent—to describe a lifestyle closely associated with street crime and gang culture. The cholo subculture is distinguished by a unique visual identity, which prominently features tattoos and other vernacular forms of artistic expression. This iconography blends Catholic religious symbols with elements of the vida loca (crazy life), a term used to describe the dangerous and chaotic lifestyle of gang members, including imagery of clown faces, Pitbull dogs, and firearms.
The most recurrent Christian motifs in cholo tattoos include the Virgin of Guadalupe—an emblem of devotion and a symbol of unity for Spanish-speaking peoples in the United States—as well as representations of the passion of Christ, crosses, votive offerings, and hands clasped in prayer. One distinctive case is that of Santa Muerte, a pre-Columbian Mexican deity who has a skeletal figure and is dressed in the attire of a Catholic saint. Her cult has recently experienced a revival, blending ancient traditions with modern devotion.
Using tools from art criticism as well as cultural and post-colonial studies, this article examines the Christian symbolism in cholo tattoos and explores their role as instruments of identification, belonging, and resistance to dominant American culture. The study also references the work of artists such as Gusmano Cesaretti, Estevan Oriol, Mister Cartoon, Chuco Moreno, Dr. Lakra, Mike Giant, and Tamara Santibañez, who have engaged with and portrayed this subculture through their artistic practice. The cholo tattoo becomes a complex form of self-expression, merging spiritual iconography with markers of the cholo lifestyle, reflecting both personal and cultural identity.