La Scuola Beato Angelico al Concilio

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Arte Cristiana n° 934 + pdf

Pubblicato in gennaio/febbraio 2023,
fascicolo numero progressivo: volume CXI

2 Francesca Leto Editoriale
6 Fernando López-Arias Lo schema Vigorelli (1960-1961): fondamento redazionale del capitolo sull’arte sacra di Sacrosanctum Concilium
30 Maria Antonietta Crippa, Francesca Leto Corrispondenze tra liturgia e architettura in chiese parrocchiali estere e italiane 1950-1960
56 Claudio Ubaldo Cortoni Le incidenze della riforma liturgica sull’ordinamento dello spazio e delle cose nelle chiese e nelle cappelle di Cipriano Vagaggini (Bologna 1965)
72 Letture El Concilio Vaticano II y la arquitectura sagrada. Origen y evolución de unos principios pragmaticós (1947-1970)
74 AmeInforma
78 Recensioni
79 Notiziario

Editoriale

di Francesca Leto

Questo numero di Arte Cristiana prende le mosse dal corposo volume di Fernando López-Arias che, per primo riconosce in don Valerio Vigorelli il redattore del capitolo De arte sacra di Sacrosanctum Concilium. Il presbitero nel 1958 succedette all’architetto monsignor Giuseppe Polvara nella direzione della Famiglia Religiosa Beato Angelico. Lo studio, inoltre, offre lo spunto per proseguire il dibattito per la ricostruzione di quel ‘terreno comune’ necessario a interpretare la complessità di relazioni tra le chiese costruite e le questioni culturali e teologiche sottese ai testi conciliari sull’architettura. Lo studio integrato di diverse fonti documentarie e materiali (ossia le chiese stesse), dimostra che l’interpretazione architettonica del Concilio «tiene un grado de contingencia mayor» rispetto ai testi conciliari stessi (da leggere sempre nel loro insieme), in riferimento agli ampi dibattiti scientifici (riviste, pubblicazioni, convegni) ed ecclesiali (magistero locale). Per López-Arias è assolutamente riduttivo far dipendere le realizzazioni dalle sole attività del Consilium poiché, sia i dibattiti avvenuti nelle singole Chiese quanto le osservazioni scaturite dalle realizzazioni architettoniche hanno contribuito al costituirsi di categorie e principi teologici. Come si legge nella recensione di Andrea Longhi, il contributo chiarisce che «non è possibile interpretare l’architettura liturgica solo basandosi sui testi – come se le architetture discendessero direttamente da teorie, ideologie o norme –, ma è necessario dotarsi di strumenti critici per interpretare anche i processi edificatori come ‘fonti’ per lo studio della teologia».

Enrico Manfrini,Giovanni XXIII, Paolo VI e Padri Conciliari davanti al Crocifisso, matita su carta, 1967, Milano, GASC © GASC Milano
Enrico Manfrini, Giovanni XXIII, Paolo VI e Padri Conciliari davanti al Crocifisso, matita su carta, 1967, Milano, GASC © GASC Milano

 

Ne ha dipinte sei: icone di prossimità, di supplica, di compassione umana e celeste. Variazioni sul tema della maternità divina, che passano dall’iconografia della Vergine in trono a quella della Misericordia. Il motivo della Madonna Nera è caro alla pietà cristiana, diffuso da secoli nelle varie latitudini, raccoglie in sé echi di culti ancestrali e soprattutto le ragioni affettive di una intima partecipazione. Il nero che caratterizza i volti di Maria e di Gesù è quello della tenebra altrui, assunta e condivisa, come canta il prologo giovanneo, Luce che splende nelle tenebre senza che le tenebre possano vincerla.
Paladino ha però dipinto una settima Madonna Nera, che ha voluto tenere per sé e appendere nel suo studio milanese, quella che per sua cortesia abbiamo posto in copertina: fuori serie rispetto alle altre, non più icona, un grido materico.
Nessuna concessione al colore, solo l’esplodere del dramma, l’esposizione del Bambino, precariamente appeso a un chiodo, e l’effacement, la cancellazione del volto della Vergine, sostituito da una inquietante nebulosa bianca. C’è ancora spazio per la Pietà? L’arte cristiana lancia un grido, appella a un Volto.

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Lo schema Vigorelli (1960-1961): fondamento redazionale del capitolo sull’arte sacra di Sacrosanctum Concilium

di Fernando López-Arias

Negli anni immediatamente precedenti al Concilio Vaticano II, la Commissione preparatoria del Concilio, denominata “De Sacra Liturgia”, incaricò un gruppo di esperti – che formavano il Coetus o Gruppo XIII all’interno della Commissione – di redigere un testo sull’arte sacra. Questo progetto avrebbe poi costituito il capitolo VII della Sacrosanctum Concilium, dedicato all’arte sacra e agli arredi sacri. Il segretario del Coetus XIII era il giovane sacerdote italiano Valerio Vigorelli. Questo studio dimostra come Vigorelli sia l’autore formale e, in larga misura, materiale di questo capitolo. Nel processo di composizione, Vigorelli scrisse una bozza che costituisce la base del capitolo sull’arte della costituzione liturgica del Concilio Vaticano II. Questo testo è lo “Schema Vigorelli” (1960-1961). L’articolo descrive il processo di redazione del capitolo, in cui Valerio Vigorelli e la bozza da lui composta hanno svolto un ruolo cruciale. A tal fine, vengono utilizzati documenti inediti degli Archivi Apostolici Vaticani: alcuni di essi sono trascritti nell’appendice documentaria. Tra questi vi sono i contributi di altri due importanti membri del Coetus: il brasiliano Joaquim Nabuco e il tedesco Johannes Wagner.

In the years immediately preceding Vatican II, the Council’s Preparatory Commission called ‘De Sacra Liturgia’ commissioned a group of experts – who formed Coetus or Group XIII within the Commission – to draft a text on art for worship. This draft would later become chapter VII of Sacrosanctum Concilium, on sacred art and sacred furnishings. The secretary of Coetus XIII was the young Italian priest Valerio Vigorelli. This study shows how Vigorelli is the formal and, to a large extent, material author of this chapter. In its process of composition, Vigorelli wrote an outline that forms the basis of the chapter on the art of the liturgical constitution of Vatican II. This text is the ‘Schema Vigorelli’ (1960-1961). The article describes the drafting process of the chapter, in which Valerio Vigorelli and the outline he composed played a crucial role. For this purpose, unpublished documents from the Vatican Apostolic Archives are used: some of them are transcribed in the documentary appendix. Among them are the contributions of two other important Coetus members: the Brazilian Joaquim Nabuco and the German Johannes Wagner.

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Corrispondenze tra liturgia e architettura in chiese parrocchiali estere e italiane 1950-1960

di Maria Antonietta Crippa, Francesca Leto

L’articolo, frutto della collaborazione tra le due autrici, tratta dell’architettura delle chiese in un periodo di circa quindici anni, dal 1950 al 1965, analizzando le chiese parrocchiali europee con alcune giustificate eccezioni. Il testo si propone di mettere a fuoco la relazione tra architettura e liturgia, mostrando le caratteristiche specifiche e le peculiarità dell’una e dell’altra. Le qualità dei vari edifici sono evidenziate attraverso planimetrie che mostrano la disposizione liturgica, oltre che tramite immagini fotografiche, privilegiando, quando possibile, l’assetto originale. Gli autori sottolineano che alcune “innovazioni” nelle chiese del XX secolo non sono esclusivamente il risultato dell’applicazione della riforma sostenuta dal Concilio Vaticano II, ma piuttosto l’intreccio tra le nuove caratteristiche del Movimento Moderno in architettura e la rinnovata sensibilità liturgica delineata dal Movimento Liturgico. Le idee dei teologi e dei vescovi si incontrarono con quelle degli architetti. L’articolo non pretende di essere esaustivo, ma solleva importanti questioni che necessitano di ulteriori approfondimenti.

The essay, which is the result of a collaboration between the two authors, deals with the architecture of churches over a period of about fifteen years, 1950-1965, analysing European parish churches with a few justified exceptions. The text aims to focus on the relationship between architecture and liturgy by showing the specific features and peculiarities of one and the other. The qualities of the various buildings are highlighted through plans showing the liturgical layout as well as through photographic images, favoring the original layout whenever possible. The authors point out that some ‘innovations’ in 20th-Century churches are not exclusively the result of the application of the reform supported by the Second Vatican Council, but the intertwining of the new features of the architectural Modern Movement and the renewed liturgical sensibility that the Liturgical Movement was outlining. Ideas of theologians and bishops met with those of architects. The essay does not claim to be exhaustive, but it does raise important issues that need further development.

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Le incidenze della riforma liturgica sull’ordinamento dello spazio e delle cose nelle chiese e nelle cappelle
di Cipriano Vagaggini (Bologna 1965)

di Claudio Ubaldo Cortoni

Purtroppo, ci sono poche note rimaste in cui don Cipriano Vagaggini analizza l’impatto che la riforma liturgica ha avuto sull’organizzazione dello spazio e degli oggetti all’interno delle chiese e delle cappelle, ma in quelle poche parole egli delinea chiaramente il suo pensiero, sviluppando il discorso in tre parti: inizia affrontando i principi fondamentali che devono regolare l’organizzazione, li applica ai singoli elementi interni delle chiese e delle cappelle da costruire, e conclude con una parte relativa all’adattamento degli edifici già esistenti. L’edificio, lo spazio in cui i fedeli pregano, deve essere adatto alla liturgia; oltre a questo, è essenziale che tutto sia organizzato per permettere ai fedeli di entrare completamente in questa realtà. Ogni elemento deve essere utilizzato in conformità con l’uso per cui è stato progettato, ogni oggetto e ogni spazio deve avere un significato chiaramente riconoscibile dal punto di vista biblico-liturgico, per permettere al credente di partecipare pienamente al rito, di entrare completamente nella celebrazione e di comprenderla in tutte le sue parti. Nell’organizzazione generale, l’altare principale deve essere collocato al centro dell’edificio, poiché rappresenta il centro ideale dell’attenzione, e tutto deve convergere verso di esso; esso diventa il centro dell’azione liturgica, il centro dell’edificio-chiesa e, allo stesso tempo, dell’azione della chiesa-comunità.

Unfortunately, there are few notes left in which d. Cipriano Vagaggini analyzes the impact that the liturgical reform has had on the organization of space and objects inside churches and chapels, but in those few words he clearly outlines his thoughts, developing the discourse in three parts: he begins by addressing the fundamental principles that must regulate the organization, he applies them to the individual internal elements of churches and chapels to be built, and he concludes with a part relating to the adaptation of the already existing buildings. The building, the space where the faithful pray, must be suitable for the liturgy; in addition to this, it is essential that everything is organized to allow him to enter this reality completely. Each element must be used in accordance with the use for which it was designed, each object and each space must have a clearly recognizable meaning from the biblical- liturgical point of view, to allow the believer to participate in the rite completely, to enter fully into the celebration, to understand it in all its parts. In the general organization, the main altar must be placed in the center of the building, as it represents the ideal center of attention, and everything must converge to it; it becomes the center of the liturgical action, the center of the church-building and at the same time of the action of the church-men.

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Letture

El Concilio Vaticano II y la arquitectura sagrada. Origen y evolución de unos principios pragmaticós (1947-1970)

di Andrea Longhi

Ogni ricerca storica che ambisca a offrire alla comunità scientifica quadri interpretativi innovativi non può che alimentarsi dei quesiti e delle tensioni del presente. Come ricordava Marc Bloch, infatti, «l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato. Forse però non è meno vano affaticarsi a comprendere il passato, ove nulla si sappia del presente». Il volume di Fernando López-Arias dimostra come i quesiti di ricerca attingano inevitabilmente sia nei problemi dibattuti nell’attualità, sia nel deposito testimoniale delle fonti disponibili: il lavoro dello storico consiste nell’interpretazione – critica, personale e storicizzata – di quanto l’esegesi dei documenti consente di approfondire.

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AmeInforma

Chiese a porte aperte

Una visita in completa autonomia e con biglietto virtuale gratuito a cui, per accedere, basta far ‘leggere’ il QR code al lettore posto all’ingresso per aprire la porta, entrare e lasciarsi trasportare da una guida digitale multilingue impreziosita da luci direzionali che accompagnano la narrazione; il tutto senza che si renda necessaria la presenza di un botteghino o di un custode. Stiamo parlando dell’applicazione Chiese a porte aperte che consente di entrare e visitare trenta chiese tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, e che saliranno a cinquanta entro la fine del 2023. Non chiese chiuse e abbandonate, ma luoghi nelle aree più interne dove la comunità di quel territorio si occupa di tenerle aperte ma senza poter garantire un servizio costante dato il flusso non regolare di turisti e visitatori. Un aiuto che è al tempo stesso un incentivo alla gente del posto a conservare e valorizzare ciò che la circonda, uscendo dall’immaginario del monumento, della galleria d’arte, dell’attrazione, per rinsaldare il legame tra l’essere umano e il territorio dove vive. È un concetto più antropologico che estetico: attivare le persone all’interno del proprio territorio per aiutarle a comprendere ciò che lo caratterizza e impreziosisce, che sia una chiesa romanica o un prato; un esempio di cittadinanza attiva e, al tempo stesso, elemento fondamentale per la sostenibilità economica dei sistemi culturali.

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Recensioni

Dalle Guardarobe alle Sacrestie. Storie di abiti e devozione

di Alessio F. Palmieri-Marinoni

Il volume Dalle Guardarobe alle Sacrestie. Storie di abiti e devozione, curato da Barbara Sisti, Elena Scaravella e Sonia Lazzari, presenta una riflessione accurata e puntuale sul valore storico-artistico, liturgico nonché simbolico e sociologico degli elementi tessili e vestimentari provenienti dalle collezioni del Museo Diocesano di Massa Carrara.
Lo studio ha come obiettivo la riflessione sull’evoluzione del gusto e della Moda sia per la comprensione del territorio che della sua storia; in aggiunta, grazie ad un continuo confronto con la ritrattistica, è possibile comprendere, in maniera più concreta, la complessa trasformazione dell’oggetto ‘abito’ dai contesti di matrice civile a quelli sacri, con la conseguente mutazione di significato. Per una maggiore comprensione, anche di un pubblico non esperto di Storia del costume e di Storia del tessuto, le pregevoli schede contenute nel volume facilitano l’inquadramento delle opere selezionate nonché i personaggi raffigurati.

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Notiziario

La parete sud della chiesa di Sant’Apollinare a Cornaredo

di Roberta Gnagnetti

Si sono da poco conclusi i lavori di restauro della parete sud della piccola chiesa di Sant’Apollinare a Cornaredo, nella Città metropolitana di Milano. L’intervento, condotto da Gabriella Mantovani, è stato finanziato grazie a un bando della Regione Lombardia e seguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano.

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