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Guido Reni’s paintings for Cardinal Paolo Emilio Sfondrato: an ambiguous introduction to Rome

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Sommario

È ormai accettato che la copia dell’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello a San Luigi dei Francesi a Roma non sia opera di Guido Reni, come si credeva in precedenza. La versione di Reni potrebbe invece essere quella di gran lunga migliore conservata a Dublino, la cui provenienza risale alla famiglia del Cardinale Sfondrato. Si sosterrà che una confusione simile abbia riguardato il Martirio di Santa Cecilia di Reni, anch’esso commissionato dal Cardinale Sfondrato nello stesso periodo: l’originale è la versione che si trova discretamente esposta nel chiostro del convento di Santa Cecilia in Trastevere e non quella attualmente collocata accanto, sull’altare della Cappella del Bagno della basilica. Grazie a nuove fotografie digitali, è possibile osservare come questo Martirio, meno studiato, sia paragonabile al dipinto di Dublino. Potrebbe anche esserci stata una seconda versione dell’Incoronazione di Santa Cecilia e Valeriano, poiché un dipinto del genere è menzionato nelle collezioni del fratello del Cardinale Sfondrato in Lombardia. Ciò rende ancora più difficile stabilire dai documenti quando e dove Reni abbia potuto realizzare i dipinti che conosciamo; tuttavia, è fondamentale per comprendere il suo sviluppo artistico all’inizio del suo lavoro diviso tra Bologna e Roma. Nel museo della Certosa di Pavia è presente addirittura un altro dipinto, diverso, del Martirio di Santa Cecilia di Reni, stilisticamente molto simile all’Incoronazione e con le stesse dimensioni delle due versioni del Martirio ancora a Roma. Anche questo dipinto deve essere stato in qualche modo legato ai lavori di ristrutturazione di Sfondrato a Santa Cecilia in Trastevere. Tenerlo presente potrebbe rivelarsi molto utile per stabilire una cronologia delle numerose opere giovanili di Reni non documentate e che vengono ancora riscoperte.

Summary

It is now accepted that the copy after Raphael’s Ecstasy of St Cecilia in San Luigi dei Francesi, Rome, is not Reni’s own as was previously believed. Reni’s may instead be the far superior version in Dublin, which is traceable all the way back to Cardinal Sfondrato’s family. It will be argued that an equivalent confusion has surrounded Reni’s Martyrdom of St Cecilia also commissioned by Cardinal Sfondrato at about the same time: the original is the version hanging quietly in the cloister of the convent of Santa Cecilia in Trastevere and not the version now installed next door, over the altar in the basilica’s Cappella del Bagno. With new digital photographs, it is possible to see how well this less-studied Martyrdom compares with the painting in Dublin. There may also have been a second version of the Coronation of SS Cecilia and Valerian, since one such painting was mentioned in Cardinal Sfondrato’s brother’s collections in Lombardy. This makes it even more difficult to establish from the documents when and where Reni might have produced the paintings we know; yet it is fundamental for understanding his progress as he began to divide his practice between Bologna and Rome. In the museum of the Certosa di Pavia there is even another, different painting by Reni of the Martyrdom of St Cecilia, which is very similar in style to the Coronation and of the same dimensions as the two versions of the Martyrdom still in Rome. It too must in some way have been linked to Sfondrato’s renovations at Santa Cecilia in Trastevere. And factoring it into the story may prove most helpful in establishing a chronology for the many undocumented early works by Reni that are still being rediscovered.