Le incidenze della riforma liturgica sull’ordinamento dello spazio e delle cose nelle chiese e nelle cappelle
di Cipriano Vagaggini (Bologna 1965)
di Claudio Ubaldo Cortoni
Purtroppo, ci sono poche note rimaste in cui don Cipriano Vagaggini analizza l’impatto che la riforma liturgica ha avuto sull’organizzazione dello spazio e degli oggetti all’interno delle chiese e delle cappelle, ma in quelle poche parole egli delinea chiaramente il suo pensiero, sviluppando il discorso in tre parti: inizia affrontando i principi fondamentali che devono regolare l’organizzazione, li applica ai singoli elementi interni delle chiese e delle cappelle da costruire, e conclude con una parte relativa all’adattamento degli edifici già esistenti. L’edificio, lo spazio in cui i fedeli pregano, deve essere adatto alla liturgia; oltre a questo, è essenziale che tutto sia organizzato per permettere ai fedeli di entrare completamente in questa realtà. Ogni elemento deve essere utilizzato in conformità con l’uso per cui è stato progettato, ogni oggetto e ogni spazio deve avere un significato chiaramente riconoscibile dal punto di vista biblico-liturgico, per permettere al credente di partecipare pienamente al rito, di entrare completamente nella celebrazione e di comprenderla in tutte le sue parti. Nell’organizzazione generale, l’altare principale deve essere collocato al centro dell’edificio, poiché rappresenta il centro ideale dell’attenzione, e tutto deve convergere verso di esso; esso diventa il centro dell’azione liturgica, il centro dell’edificio-chiesa e, allo stesso tempo, dell’azione della chiesa-comunità.
Unfortunately, there are few notes left in which d. Cipriano Vagaggini analyzes the impact that the liturgical reform has had on the organization of space and objects inside churches and chapels, but in those few words he clearly outlines his thoughts, developing the discourse in three parts: he begins by addressing the fundamental principles that must regulate the organization, he applies them to the individual internal elements of churches and chapels to be built, and he concludes with a part relating to the adaptation of the already existing buildings. The building, the space where the faithful pray, must be suitable for the liturgy; in addition to this, it is essential that everything is organized to allow him to enter this reality completely. Each element must be used in accordance with the use for which it was designed, each object and each space must have a clearly recognizable meaning from the biblical- liturgical point of view, to allow the believer to participate in the rite completely, to enter fully into the celebration, to understand it in all its parts. In the general organization, the main altar must be placed in the center of the building, as it represents the ideal center of attention, and everything must converge to it; it becomes the center of the liturgical action, the center of the church-building and at the same time of the action of the church-men.
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Letture
El Concilio Vaticano II y la arquitectura sagrada. Origen y evolución de unos principios pragmaticós (1947-1970)
di Andrea Longhi
Ogni ricerca storica che ambisca a offrire alla comunità scientifica quadri interpretativi innovativi non può che alimentarsi dei quesiti e delle tensioni del presente. Come ricordava Marc Bloch, infatti, «l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato. Forse però non è meno vano affaticarsi a comprendere il passato, ove nulla si sappia del presente». Il volume di Fernando López-Arias dimostra come i quesiti di ricerca attingano inevitabilmente sia nei problemi dibattuti nell’attualità, sia nel deposito testimoniale delle fonti disponibili: il lavoro dello storico consiste nell’interpretazione – critica, personale e storicizzata – di quanto l’esegesi dei documenti consente di approfondire.
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AmeInforma
Chiese a porte aperte
Una visita in completa autonomia e con biglietto virtuale gratuito a cui, per accedere, basta far ‘leggere’ il QR code al lettore posto all’ingresso per aprire la porta, entrare e lasciarsi trasportare da una guida digitale multilingue impreziosita da luci direzionali che accompagnano la narrazione; il tutto senza che si renda necessaria la presenza di un botteghino o di un custode. Stiamo parlando dell’applicazione Chiese a porte aperte che consente di entrare e visitare trenta chiese tra il Piemonte e la Valle d’Aosta, e che saliranno a cinquanta entro la fine del 2023. Non chiese chiuse e abbandonate, ma luoghi nelle aree più interne dove la comunità di quel territorio si occupa di tenerle aperte ma senza poter garantire un servizio costante dato il flusso non regolare di turisti e visitatori. Un aiuto che è al tempo stesso un incentivo alla gente del posto a conservare e valorizzare ciò che la circonda, uscendo dall’immaginario del monumento, della galleria d’arte, dell’attrazione, per rinsaldare il legame tra l’essere umano e il territorio dove vive. È un concetto più antropologico che estetico: attivare le persone all’interno del proprio territorio per aiutarle a comprendere ciò che lo caratterizza e impreziosisce, che sia una chiesa romanica o un prato; un esempio di cittadinanza attiva e, al tempo stesso, elemento fondamentale per la sostenibilità economica dei sistemi culturali.
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Recensioni
Dalle Guardarobe alle Sacrestie. Storie di abiti e devozione
di Alessio F. Palmieri-Marinoni
Il volume Dalle Guardarobe alle Sacrestie. Storie di abiti e devozione, curato da Barbara Sisti, Elena Scaravella e Sonia Lazzari, presenta una riflessione accurata e puntuale sul valore storico-artistico, liturgico nonché simbolico e sociologico degli elementi tessili e vestimentari provenienti dalle collezioni del Museo Diocesano di Massa Carrara.
Lo studio ha come obiettivo la riflessione sull’evoluzione del gusto e della Moda sia per la comprensione del territorio che della sua storia; in aggiunta, grazie ad un continuo confronto con la ritrattistica, è possibile comprendere, in maniera più concreta, la complessa trasformazione dell’oggetto ‘abito’ dai contesti di matrice civile a quelli sacri, con la conseguente mutazione di significato. Per una maggiore comprensione, anche di un pubblico non esperto di Storia del costume e di Storia del tessuto, le pregevoli schede contenute nel volume facilitano l’inquadramento delle opere selezionate nonché i personaggi raffigurati.
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Notiziario
La parete sud della chiesa di Sant’Apollinare a Cornaredo
di Roberta Gnagnetti
Si sono da poco conclusi i lavori di restauro della parete sud della piccola chiesa di Sant’Apollinare a Cornaredo, nella Città metropolitana di Milano. L’intervento, condotto da Gabriella Mantovani, è stato finanziato grazie a un bando della Regione Lombardia e seguito dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano.
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