Contenuto in: 

La decorazione esterna della cappella di Santo Stefano a Giaglione: immagine religiosa e funzione nel contesto alpino della valle di Susa

 6,00

Categoria:
Autori:

Sommario

La decorazione pittorica della cappella di San Stefano a Giaglione è un esempio emblematico della produzione artistica nella Valle di Susa. Alla fine del XV secolo, lo studio di Bartolomeo e Sebastiano Serra di Pinerolo decorò la parete esterna della cappella con rappresentazioni delle Virtù, dei Vizi e dei Castighi Infernal. Sebbene riprenda un modello figurativo noto sia sul versante piemontese sia su quello francese delle Alpi, il ciclo pittorico esaminato presenta elementi originali. In particolare, i pannelli che rappresentano l’Inferno non si conformano alle precedenti raffigurazioni trovate nel territorio tra Italia e Francia, ma derivano direttamente dalle incisioni incluse nell’Art de bien vivre et de bien mourir, pubblicata per la prima volta a Parigi nel 1492. L’identificazione delle incisioni parigine come modello di riferimento per l’ultimo registro a Giaglione permette innanzitutto di datare la raffigurazione all’ultima decade del XV secolo, collocando la prima edizione dell’Art de bien vivre et de bien mourir come un post quem. Inoltre, questo confronto rivela come anche una produzione considerata un risultato modesto di una periferia possa essere aggiornata sugli sviluppi coevi dei principali centri artistici. Infine, nuove evidenze emerse dalle fonti storiche invitano a credere che la commissione del dipinto rappresentasse sia gli interessi politici e spirituali della comunità di Giaglione, sia una politica pastorale mirata a consolidare la sua presenza nella valle.

Summary

The pictorial decoration of the chapel of St. Stephen in Giaglione is an emblematic example of the artistic production in the Susa Valley. At the end of the 15th century, the workshop of Bartolomeo and Sebastiano Serra from Pinerolo depicted the Virtues, the Vices, and the Infernal Punishments on the external wall of the chapel. Although it resumes a figurative model known on both the Piedmontese and French sides of the Alps, the examined pictorial cycle presents original elements. In particular, the panels representing Hell do not conform to previous depictions found in the territory between Italy and France but are derived directly from the engravings included in the Art de bien vivre et de bien mourir, first published in 1492 in Paris. The identification of the Parisian engravings as a reference model for the last register in Giaglione allows, in the first place, to date the depiction to the last decade of the 15th century, placing the first edition of the Art de bien vivre et de bien mourir as a post quem. Moreover, this comparison reveals how even a production considered a modest outcome of a periphery could be updated on the coeval developments of the major artistic centers. Ultimately, new evidence that emerged from historical sources invites us to believe that the commission of the painting represented both the political and spiritual interests of the community of Giaglione and a pastoral policy aimed at consolidating its presence in the valley.