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«Adatte al culto e del tutto moderne». Le arti decorative e industriali nella chiesa dell’ENAPI all’Esposizione d’arte sacra di Padova del 1931

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Sommario

Negli anni Venti e Trenta del Novecento, in Italia si tennero diverse esposizioni di arte sacra moderna, alimentando un vivace dibattito tra artisti e clero sulle caratteristiche delle opere religiose e sui metodi di esposizione scelti per presentarle. Per valutare il ruolo delle arti decorative e industriali all’interno di questo dibattito, questo studio esamina il caso della cappella presentata dall’ENAPI (Ente Nazionale per l’Artigianato e la Piccola Industria) alla Mostra Internazionale di Arte Moderna di Padova nel 1931. Creata da Giovanni Guerrini e arredata da diversi designer rinomati, la cappella dell’ENAPI aveva l’obiettivo di offrire oggetti che fossero espressioni dello stile moderno contemporaneo, pur risultando al contempo adatti alle esigenze del culto. Promuovendo un rinnovamento delle decorazioni e degli arredi liturgici, l’esposizione mirava a fornire agli artigiani modelli di alta qualità che potessero essere copiati nelle loro produzioni. A tal fine, l’allestimento era stato organizzato per mettere in risalto la qualità degli oggetti liturgici esposti, collocandoli nel contesto più ampio di una chiesa, così da combinare le loro caratteristiche specifiche e i valori estetici con lo spazio sacro per cui erano destinati.

Summary

During the 1920s and 1930s several exhibitions of modern sacred art were held in Italy, fostering a lively debate between the artists and the clergy on the features of both the religious artwork and the display methods chosen to exhibit it. In order to assess the role played by decorative and industrial arts within this debate, this paper examines the case study of the chapel which was presented by ENAPI (Ente Nazionale per l’Artigianato e la Piccola Industria) at the International Modern Art Exhibition in Padua in 1931. Created by Giovanni Guerrini and furnished by several renowned designers, the ENAPI chapel aimed at offering items that served as expressions of the current modern style, while at the same time being suitable to the needs of worship. Encouraging a renewal of liturgical decorations and furnishings, the exhibition sought to provide artisans with high quality models which they could copy in their own productions. To this end, the display setting was arranged to highlight the quality of the liturgical objects on show by exhibiting them in the broader context of a church, thus combining their specific features and aesthetical values with the sacred space for which they were intended.