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Preghiere scritte, preghiere “figurate”: iscrizioni dedicatorie e ritratti votivi di età medievale a Siracusa e nel suo territorio

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Sommario

I ritratti dei donatori, molto comuni nella pittura bizantina del periodo palaiologo, rappresentano la manifestazione visiva di una preghiera attiva, espressa nell’offerta materiale di immagini dipinte dei santi la cui protezione viene invocata. Come le iscrizioni dedicatorie, tali immagini creano una prossimità fisica tra il donatore e il suo interlocutore santo, mirata a stabilire una relazione privilegiata tra di loro. Questo saggio si concentra sui componenti culturali e sul significato iconologico delle immagini dei donatori trovate nei santuari ipogei e nelle chiese rupestri di Siracusa e del suo entroterra. Lo studio indaga l’uso specifico – generalmente funerario o privato – dello spazio sacro in cui queste immagini sono state dipinte e il rapporto di queste immagini con le evidenze frequentemente riscontrate delle effigi dei donatori nella pittura mediterranea del Medioevo. Un’attenzione particolare è riservata ai donatori ritratti nelle grotte oratorie della cosiddetta “zona C” della catacomba di Santa Lucia a Siracusa – in particolare sulle fasi sovrapposte del palinsesto pittorico e sulle connessioni tra la presenza di ritratti di donatori e il continuo utilizzo funerario dello spazio durante il Medioevo. Anche nel caso di iscrizioni dedicatorie incise o dipinte su o vicino ai pannelli votivi, l’analisi conduce a una riflessione generale sulle dinamiche del patrocinio, sulle pratiche devozionali e sulla specifica geografia del culto nella regione.

Summary

Donor portraits, very common in the Byzantine painting of the Palaiologan period, represent the visual manifestation of an active prayer, expressed in the material offering of painted images of the saints whose protection is invoked. Like dedicatory inscriptions, such images create a physical proximity between the donor and his holy interlocutor, aimed at establishing a privileged relationship between them. This essay focuses on the cultural components and the iconological meaning of the images of donors found in the hypogean shrines and rupestrian churches of Syracuse and its hinterland. The study investigates the specific use – generally funerary or private – of the sacred space in which these images were painted, and those images’ relationship with the frequently encountered evidences of donors effigies in the Mediterranean painting of the Middle Ages. Special attention is paid to donors who are portrayed in the oratory caves of the so-called “C region” of the catacomb of Santa Lucia in Syracuse – in particular on the overlapping phases of the pictorial palimpsest, and on the connections between the presence of donor portraits and the continuous burial use of the space during the Middle Ages. Even in the case of dedicatory inscriptions engraved or painted on or close to the votive panels, the analysis leads to a general reflection on the dynamics of patronage, devotional practices, and the specific geography of the cult in the regional area.

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