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Populariser l’archéologie chrétienne
Il Medioevo francese e il dibattito ottocentesco sulle arti decorative

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Sommario

Questo articolo si concentra sul ruolo che le arti decorative hanno avuto nella creazione di un nuovo contesto per l’arte cristiana nella Francia del XIX secolo, fondendola in una narrazione culturale e sociale più ampia. Nel 1802, la pubblicazione di Le Génie du Christianisme di Chateaubriand generò un rinnovato interesse per lo studio della religione cristiana nella Francia post-rivoluzionaria. A metà secolo, studiosi francesi come Didron, Texier e Corblet esplorarono i significati dell’arte decorativa cristiana, concentrando i loro studi su artisti, artigiani e clero. Questi studi, insieme a manuali e articoli su riviste, diedero origine a un revival dell’interesse per l’arte medievale. Queste pubblicazioni consideravano l’era medievale come un’età dell’oro per il cristianesimo, durante la quale le società civili e religiose coesistevano armoniosamente. Gli ammiratori dell’arte gotica cercarono di rivivere il suo spirito, stile e forma nell’arte contemporanea. Emersero nuovi canoni per fornire ai mestieri e agli artisti modelli adeguati, appropriati alle riforme liturgiche in corso in quel periodo. I dibattiti teorici e artistici trovarono una concreta espressione nelle nuove presentazioni dell’arte cristiana nei musei francesi, come il Cluny e Amiens, così come in esposizioni come l’Exposition d’art religieux a Lille nel 1874, e in un rinnovato interesse per l’arte cristiana tra collezionisti e mercanti. La maggior parte delle collezioni comprendeva opere d’arte dall’era cristiana primitiva fino al XIX secolo, introducendo così un pubblico più ampio all’arte cristiana inserita in una narrazione enciclopedica e multi-confessionale.

Summary

This paper focuses on the role the decorative arts played in shaping a new context for Christian art in 19th century France, merging it into a wider cultural and social narrative. In 1802, the publication of Chateaubriand’s *Le Génie du Christianisme* generated a renewed interest in the study of the Christian religion in post-Revolutionary France. By mid-century, French scholars such as Didron, Texier, and Corblet explored the meanings of Christian decorative art, focusing their studies on artists, artisans, and the clergy. These studies, as well as manuals and articles in periodicals, spawned a revival of interest in the art of the Middle Ages. These publications regarded the medieval era as a Golden Age for Christianity, during which civil and religious societies co-existed harmoniously. Admirers of Gothic art sought to revive its spirit, style, and shape in contemporary art. New canons emerged to provide craftsmen and artists with suitable models, appropriate to the liturgical reforms underway at the time. The theoretical and artistic debates found tangible expression in new presentations of Christian art in French museums, such as Cluny and Amiens, as well as in exhibitions like the *Exposition d’art religieux* at Lille in 1874, and in a renewed interest for Christian art among collectors and dealers. Most collections encompassed works of art from the Early Christian era through the 19th century, thereby introducing a larger public to Christian art set into an encyclopedic, multi-confessional narrative.

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