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La chiesa della SS. Annunziata a Pistoia e i suoi altari tra il Trecento e la fine del Cinquecento

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Sommario

La chiesa della Santissima Annunziata dei Servi di Maria a Pistoia fu completata nel 1393, ma iniziò a decorarsi e abbellirsi internamente già nel 1383, quando su uno dei suoi altari fu collocato un importante altarpiece del pittore bolognese Lippo di Dalmasio, oggi perduto. Fino alla fine del XVI secolo, le commissioni si susseguirono e l’assetto artistico degli altari cambiò più volte, ospitando opere di artisti locali come Domenico Rossermini, Giuliano Panciatici, Gerino Gerini, Bernardino Detti e Sebastiano Vini, oltre ad altre di famosi pittori fiorentini come Cigoli e Santi di Tito. Solo una piccola parte delle opere ci è pervenuta. I committenti di queste opere erano importanti famiglie come i Baldinotti, i Peraccini e i Bracali. Altre modifiche architettoniche, patronato e opere d’arte sugli altari furono dovute alla demolizione del coro, originariamente situato nella navata, ma distrutto tra il 1568 e il 1571 in obbedienza ai dettami del Concilio di Trento. Esso fu invece spostato dietro l’altare maggiore. Infatti, sulla parete frontale del vecchio coro vi erano due altari, le cui opere d’arte furono rimosse e poi disperse. Ma la commissione più importante del XVI secolo fu la costruzione tra il 1579 e il 1582 dell’altare dell’Annunziata con il “coretto” annesso, costruito sul modello dell’omonimo santuario di Firenze e finanziato dai Peraccini, con opere di Vini e di Pietro Volponi, detto Scalabrino Junior.

Summary

The church of Santissima Annunziata of the Servi di Maria in Pistoia was completed in 1393, but began to decorate and embellish internally as early as 1383, when an important altarpiece by the Bolognese painter Lippo di Dalmasio, now lost, was placed on one of its altars. Until the end of the sixteenth century, the commissions succeeded and the artistic set of the altars was changed several times, hosting works by local artists such as Domenico Rossermini, Giuliano Panciatici, Gerino Gerini, Bernardino Detti, and Sebastiano Vini, as well as others by famous Florentine painters such as Cigoli and Santi di Tito. Only a small part of the works has reached us. Clients of these works were important families such as Baldinotti, Peraccini, and Bracali. Other architectural changes, patronage, and the artworks on the altars were due to the demolition of the choir, originally placed in the nave but destroyed between 1568 and 1571 in obedience to the dictates of the Council of Trent. It was instead moved behind the high altar. In fact, on the front wall of the old choir were two altars, whose works of art were removed and then dispersed. But the most important of the sixteenth-century commissions was the construction between 1579 and 1582 of the Annunziata altar with the attached “coretto,” built on the model of the homonymous sanctuary in Florence and financed by Peraccini, with works by Vini and by Pietro Volponi, called Scalabrino Junior.

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