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Tre inediti di Gabriele Ferrantini dagli Occhiali

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Sommario

Il saggio esamina la figura del pittore bolognese tardo-manierista Gabriele Ferrantini (c. 1560–c. 1620), concentrandosi su tre tele inedite conservate nella chiesa di Pieve di Casio, nell’Appennino bolognese. Queste opere sono attribuite a Ferrantini sulla base di confronti stilistici con altri suoi lavori noti, situati a Bologna e nel territorio circostante. La datazione tarda delle tele, sostenuta da analisi iconografiche e stilistiche, consente di delineare lo sviluppo complessivo della sua produzione artistica. Formatosi inizialmente nella bottega del pittore fiammingo Denijs Calvaert, Ferrantini si affermò nel contesto artistico bolognese tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Tuttavia, a causa della crescente competizione con artisti di maggiore rilievo, come i Carracci e i loro seguaci, egli si rivolse progressivamente a committenze più periferiche, tra cui le chiese dell’Appennino bolognese — tra queste, quella di Pieve di Casio. Nuove evidenze documentarie contribuiscono inoltre a chiarire alcuni aspetti della sua biografia, in particolare riguardo alle probabili date di nascita e di morte.

Summary

This paper examines the figure of the late Mannerist Bolognese painter Gabriele Ferrantini (c. 1560–c. 1620), focusing on three unpublished canvases preserved in the church of Pieve di Casio in the Bolognese Apennines. These works are attributed to Ferrantini based on stylistic comparisons with his other known works, located in Bologna and its surrounding areas. The late dating of these canvases, supported by iconographic and stylistic analysis, allows for an outline of Ferrantini’s overall artistic development. Trained initially in the workshop of the Flemish painter Denijs Calvaert, Ferrantini established himself within the Bolognese artistic milieu between the late 16th and early 17th centuries. However, facing increasing competition from more prominent painters such as the Carracci and their followers, he gradually turned to more peripheral patrons, including churches in the Bolognese Apennines—among them, Pieve di Casio. Newly discovered documentary evidence further clarifies his biography, particularly concerning his approximate dates of birth and death.