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I laboratori della Scuola Beato Angelico: tracce di una storia

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Sommario

Il presente lavoro propone uno studio approfondito della storia degli atelier della Scuola Beato Angelico, basandosi sull’esame di materiali d’archivio, sullo studio delle riviste Arte Cristiana e L’Amico dell’Arte Cristiana e sui pochi studi dedicati a questo specifico aspetto della scuola d’arte sacra fondata a Milano nel 1921 da Don Giuseppe Polvara. Superando la difficoltà della limitatezza delle fonti, questo studio ricostruisce per la prima volta e in modo documentato fatti, nomi, date, circostanze, luoghi, oggetti, motivazioni e metodi utilizzati dagli atelier di architettura, scultura, pittura, cesello, ricamo, mosaico e vetrate. Un aspetto significativo dell’organizzazione degli atelier era, ed è tuttora, la compresenza di docenti interni ed esterni chiamati a insegnare l’aspetto pratico delle loro discipline ai giovani studenti, spesso avvalendosi di collaboratori specializzati (ad esempio nelle varie fasi relative allo scalpello). Le lezioni teoriche del mattino e gli esercizi pratici del pomeriggio vedevano una collaborazione armoniosa e unanime di lavoratori di diverse discipline chiamati a realizzare gli arredi sacri che la Scuola creava su commissione o di propria iniziativa. Fin dall’inizio la Scuola volle dotarsi di tutte le attrezzature e gli spazi necessari per gestire autonomamente tutti i processi produttivi dei vari manufatti, nonché di una biblioteca ricca di testi di riferimento e di un repertorio di immagini utili.

Summary

The paper proposes an in-depth study of the history of the studios of the Beato Angelico School, based on an examination of archival materials, the study of the magazines Arte Cristiana and L’Amico dell’Arte Cristiana, and the few studies that have been dedicated to this specific aspect of the school of sacred art, founded in Milan in 1921 by Don Giuseppe Polvara. Overcoming the difficulty of limited source material, this paper has gathered for the first time a documented reconstruction of facts, names, dates, circumstances, places, objects, motivations and methods used by the architecture, sculpture, painting, chiselling, embroidery, mosaic, and stained glass studios. A significant aspect of studios’ organization was, and continues to be, the co-presence of internal and external teachers called to teach the practical aspect of their disciplines to young students, often making use of specialized collaborators (for example in the various steps relating to the chisel). The theoretical lessons in the morning and the practical exercises in the afternoon saw a harmonious and unanimous collaboration of workers from different disciplines called to produce the sacred furnishings that the School created on commission or by its own initiative. From the outset the School wanted to equip itself with all the equipment and spaces necessary to independently manage all of the production processes of the various artefacts as well as a library full of reference texts and a repertoire of useful images.

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