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Il Giudizio Universale in Sant’Anastasia: immagini e parole per i frati domenicani di Verona

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Sommario

Il Giudizio Universale nella cappella centrale del coro di Sant’Anastasia, attribuito al periodo maturo della bottega del Secondo Maestro di San Zeno, rappresenta uno degli esempi più significativi dell’arte della metà del XIV secolo nell’area di Verona. Sebbene l’opera abbia ricevuto notevole attenzione da parte degli studiosi per quanto riguarda la sua attribuzione e le sue caratteristiche stilistiche, in particolare per la traduzione delle innovazioni di Giotto in uno stile più accessibile e narrativo—seppur semplificato e meno espressivo—è stata prestata meno attenzione alle iscrizioni dipinte e al soggetto stesso, che ripropone un tema molto diffuso durante il Medioevo. La reinterpretazione unica del tema del Giudizio Universale, insieme alla perfetta integrazione tra immagini e iscrizioni dipinte, suggerisce che i frati domenicani abbiano commissionato l’opera e probabilmente giocato un ruolo diretto nella definizione della sua iconografia. Nel Giudizio Universale di Sant’Anastasia, la comunità veronese viene rappresentata come legittimatrice di se stessa attraverso questa narrazione visiva, con i suoi atti presenti di preghiera e predicazione incorporati nella scena escatologica, radicando così la speranza di salvezza nell’aldilà.

Summary

The Last Judgment in the central chapel of the choir of Sant’Anastasia, attributed to the mature period of the workshop of the Second Master of San Zeno, stands as one of the most significant examples of mid-14th-century art in the Verona area. While the work has received considerable scholarly attention regarding its attribution and stylistic characteristics, particularly its translation of Giotto’s innovations into a more accessible and narrative style—albeit simplified and less expressive—there has been less focus on the painted inscriptions and the subject matter itself, which revisits a theme that enjoyed widespread popularity during the Middle Ages. The unique reinterpretation of the Last Judgment theme, along with the seamless integration of the painted images and inscriptions, suggests that the Dominican friars commissioned the work and likely played a direct role in shaping its iconography. In the Last Judgment of Sant’Anastasia, the Verona community is portrayed as legitimizing itself through this visual narrative, with its present acts of prayer and preaching embedded in the eschatological scene, thus grounding its hope for salvation in the afterlife.