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Antonio Tempesta pittore di soggetti sacri: il ritrovamento dei «Quadri di Devozione» di Ciriaco Mattei, novità e riflessioni

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Sommario

Arrivato a Roma da Firenze durante il pontificato di Gregorio XIII, Antonio Tempesta dipinse numerosi affreschi nel palazzo papale vaticano e ricevette commissioni da importanti prelati. Alla fine del XVI secolo, Tempesta aveva guadagnato fama per il suo lavoro fantasioso, in particolare nelle stampe che raffiguravano scene di caccia, battaglie e vari episodi del Vecchio e Nuovo Testamento. Allo stesso tempo, era sempre più richiesto dai collezionisti per i suoi intricati dipinti su pietra. Sebbene questi aspetti della sua carriera siano stati ampiamente studiati, questa ricerca si propone di mettere in luce la meno nota produzione di Tempesta relativa a scene religiose in dipinti da cavalletto. In particolare, lo studio esamina alcuni dipinti poco conosciuti o inediti su rame che rappresentano Scene della Passione di Cristo. Tra questi, l’autore identifica una serie di quattro opere che appartenevano alla prestigiosa collezione Mattei a Roma, suggerendo che furono commissionate dal Marchese Ciriaco Mattei (1545-1614). Ulteriori dipinti, scoperti in fonti storiche e documenti d’archivio, vengono confrontati con le opere grafiche dell’artista. Degna di nota è una imponente scena del Calvario, per la quale era stata precedentemente proposta una provenienza dalla collezione Peretti Montalto. L’autore indaga sulle ragioni dietro la creazione di queste opere da parte di Tempesta, concludendo che lo sviluppo di uno stile “severo”, caratteristico del pontificato Aldobrandini e dei primi anni del pontificato Borghese, derivava dal suo ampio studio dell’arte antica e medievale. Questa evoluzione stilistica fu ulteriormente influenzata dai suoi legami con figure chiave della Congregazione dell’Oratorio, come il cardinale Ludovico De Torres, che promuoveva la diffusione di immagini sacre aderenti alle severe linee guida del periodo post-tridentino.

Summary

Arriving in Rome from Florence during the pontificate of Gregory XIII, Antonio Tempesta painted numerous frescoes in the Vatican papal palace and received commissions from prominent prelates. By the late 16th century, Tempesta had gained fame for his imaginative work, particularly in prints depicting hunt scenes, battles, and various stories from the Old and New Testament. Simultaneously, he was increasingly sought after by collectors for his intricate stone paintings. While these aspects of his career have been widely studied, this research aims to highlight Tempesta’s lesser-known production of religious scenes in easel paintings. Specifically, the study examines several little-known or previously unpublished paintings on copper that depict Scenes from the Passion of Christ. Among these, the author identifies a series of four works that belonged to the prestigious Mattei collection in Rome, suggesting they were commissioned by the Marquis Ciriaco Mattei (1545-1614). Additional paintings, uncovered in historical sources and archival documents, are compared with the artist’s graphic works. Noteworthy is an impressive Calvary scene, for which a provenance from the Peretti Montalto collection had previously been proposed. The author delves into the reasons behind Tempesta’s creation of these works, concluding that his development of a “severe” style, characteristic of the Aldobrandini pontificate and the early years of the Borghese pontificate, stemmed from his extensive study of Ancient and Medieval art. This stylistic evolution was further influenced by his connections with key figures in the Congregation of the Oratory, such as Cardinal Ludovico De Torres, who advocated for the spread of sacred images that adhered to the austere guidelines of the post-Tridentine period.