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Vittorio Trainini e Gino Severini in Svizzera: un confronto rappresentativo del dibattito sull’arte sacra contemporanea

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Sommario

L’articolo si propone di focalizzarsi su alcuni aspetti fondamentali del dibattito europeo sul rinnovamento dei linguaggi artistici religiosi nella prima metà del XX secolo. L’analisi, supportata da fonti d’archivio, si concentra in particolare sul confronto, nei territori svizzeri del Canton Ticino e del Vallese, tra Vittorio Trainini e Gino Severini. I due artisti lavorarono rispettivamente per il Sacro Cuore a Lugano e per il convento dei Cappuccini a Sion. Le diverse modalità di interpretazione dell’arte sacra contemporanea, evidenti nella rappresentazione dell’episodio delle Stimmate di San Francesco, dipinto da entrambi gli artisti nel 1947, permettono di identificare due concezioni antitetiche nella querelle sull’arte sacra. Una posizione conservatrice, talvolta intransigente, caratterizzò il pontificato di Pio XI, contrapposta a una posizione progressista, incline ad accettare le innovazioni dell’Avanguardia, che trovava un valido punto di riferimento nel filosofo francese Jacques Maritain, soprattutto considerando l’influenza delle sue idee nei territori della Svizzera francofona. Il suo attivismo speculativo deve essere interpretato anche in relazione all’approccio al Concilio Vaticano II e all’influenza diretta sull’azione modernizzatrice promossa da papa Paolo VI riguardo all’arte e alla liturgia.

Summary

The purpose of the article is to focus on some fundamental aspects of the European debate on the renewal of religious artistic languages in the first half of the 20th Century. The analysis, supported by archival sources, is focused particularly on the comparison, in the Swiss territories of the Canton Ticino and Valais, between Vittorio Trainini and Gino Severini. They worked, respectively, for the Sacred Heart in Lugano and for the Capuchin convent in Sion. The different modes of interpretation of sacred contemporary art, clearly shown in the representation of the Stigmata of Saint Francis episode, which was painted by both artists in 1947, allows us to identify two antithetical conceptions in the querelle about sacred art. A conservative, and at times uncompromising stance characterized the papacy of Pius XI, opposed to a progressive position, inclined to accept the Avant-garde innovations, which had a valid reference point in French philosopher Jacques Maritain, especially considering the influence of his ideas in the territories of the French-speaking Switzerland. His speculative activism also has to be interpreted considering the approach to the Second Vatican Council and the direct influence on the modernizing action promoted by pope Paul VI concerning art and liturgy.