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«Quanto tempo mi ha fatto penare l’ultima per me ostica scena!». La Quinta Porta del Duomo di Milano secondo Aurelio Mistruzzi

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Sommario

Nel 1935, grazie all’aiuto finanziario dello Stato fascista, la Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano fu in grado di predisporre un vasto piano per la ripresa dei lavori nella cattedrale, che erano stati interrotti da tempo. Tra questi, uno dei più importanti fu la realizzazione delle quattro porte minori della facciata, affidata agli scultori Arrigo Minerbi, Giannino Castiglioni, Franco Lombardi e Aurelio Mistruzzi. Quest’ultimo, incisore ufficiale della Santa Sede, ricevette l’incarico di illustrare sulla sua porta i principali episodi della storia del Duomo, dalla sua fondazione nel 1386 fino agli anni ’30 del Novecento. L’ultima scena avrebbe dovuto raffigurare l’incontro tra l’Arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster e il capo del Governo Benito Mussolini (5 ottobre 1934), in cui il duce si era personalmente impegnato a favorire la ripresa delle attività nella cattedrale. Questo saggio offre una ricostruzione dettagliata della storia di questa travagliata e poco conosciuta commissione, in cui arte, fede e politica si intrecciano strettamente in un periodo che va dalla vigilia della Seconda Guerra Mondiale ai primi anni ’50.

Summary

In 1935, thanks to the financial help of the Fascist State, the Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano was able to prepare a huge plan for the resumption of works in the cathedral, which had been stopped for some time. Among them, one of the most important was the construction of the four minor façade doors, entrusted to the sculptors Arrigo Minerbi, Giannino Castiglioni, Franco Lombardi and Aurelio Mistruzzi.
The latter, official engraver of the Holy See, was given the task of illustrating on his door the main episodes of the history of the Duomo, from its foundation in 1386 to the 1930s. The last scene should have depicted the meeting between Archbishop Alfredo Ildefonso Schuster and the head of Government Benito Mussolini (October 5th, 1934), in which the duce had personally committed himself to favouring the restart of activities in the cathedral. This essay provides a detailed reconstruction of the history of this troubled and little-known commission, in which art, faith and politics are closely intertwined over a period of time going from the eve of the Second World War to the early 1950s.