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Il ruolo di Pio XI e del Vaticano per la fondazione e lo sviluppo della Scuola Beato Angelico di Milano

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Sommario

La figura di Achille Ratti ha avuto un ruolo di primo piano nella storia della Scuola Beato Angelico. Come Arcivescovo di Milano, egli ne incoraggiò la fondazione e rinnovò il suo sostegno una volta diventato Papa. Tuttavia, già a partire dagli anni ’30, emersero numerosi episodi di tensione tra il direttore della scuola, Mons. Giuseppe Polvara, e le alte gerarchie vaticane. Il rapporto tra l’istituzione e il Vaticano, con i suoi alti e bassi, non è mai stato oggetto di un’indagine scientifica. Pertanto, il seguente contributo si propone di ricostruire questo rapporto attraverso i documenti conservati nell’archivio privato di Giuseppe Polvara. I dati estratti e confrontati con le informazioni pubblicate sulla rivista Arte Cristiana durante i diciassette anni di pontificato di Papa Ratti ci permettono di aggiungere un capitolo dettagliato alla storia della scuola. Tale capitolo si inserisce nella più ampia politica artistica della Chiesa Cattolica durante i primi decenni del Novecento, in bilico tra forze conservatrici e aperture verso il Modernismo.

Summary

Achille Ratti’s figure has had a prominent role in the history of Beato Angelico’s school. As Bishop of Milan, he encouraged its foundation and renewed his support to it once he became Pope. However, multiple instances of tension were arising between the principal of the school, Mons. Giuseppe Polvara, and the Vatican elite hierarchies, as early as the 1930s. The relationship between the institution and the Vatican, with its highs and lows, was never subject of any scientific investigation. Therefore, the following contribution has the ambition to reconstruct this relationship though the documents stored in Giuseppe Polvara’s private archive. The data extracted and matched with the information published on the Arte Cristiana magazine during the seventeen years of Pope Ratti’s pontificate allow us to add a detailed chapter to the school’s history. Such chapter is part of the wider art policy of Catholic Church during the first decades of the 1900, balancing conservationist forces with openings towards Modernism.