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La Salita al Calvario di Scipione Pulzone: le copie, la filologia e il prototipo per Marcantonio Colonna

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Sommario

Dal 2012, quando per la prima volta fu pubblicato “Way to Calvary” di Scipione Pulzone (1581-83), è emerso un notevole numero di copie e varianti della composizione. In questo articolo viene effettuata un’approfondita esame filologico delle quattordici versioni attualmente note, al fine di definire l’aspetto esatto dell’opera originale e confermare l’identificazione della versione appartenente a una collezione privata in Italia con la replica dipinta nel 1583 per il cardinale Ferdinando de’ Medici, e convalidare l’ipotesi che il prototipo commissionato a Pulzone da Marcantonio Colonna nel 1579 sia la versione ora presente al Museo di Belle Arti di Budapest, la quale senza dubbio rappresenta la migliore in quanto a qualità di esecuzione. Come copie più o meno modificate, tutti gli altri esempi esistenti dell’immagine possono essere ricondotti a uno o all’altro di questi originali, secondo un modello che, secondo l’intenzione dell’autore, dovrebbe essere applicabile a tutte le versioni successive. Inoltre, la replica dei Medici è caratterizzata da un particolare interessante che fa riferimento direttamente al suo patrono: infatti, la spada portata dal soldato in primo piano riproduce un falcione attualmente nella Wallace Collection, fatto per il duca Cosimo de’ Medici prima del 1569. Presumibilmente Cosimo lo diede a suo figlio Ferdinando, il quale lo portò a Roma dove fu ammirato non solo da Pulzone ma anche da Paris Nogari, come si può osservare nel suo affresco rappresentante la Biblioteca di Alessandria nel Salone Sistino della Biblioteca Vaticana, dipinto nel 1588-89.

Summary

Since 2012, when Scipione Pulzone’s Way to Calvary (1581-83) was first published, a considerable number of copies and variants of the composition have come to light. In this article, a detailed philological examination of the fourteen versions presently known is carried out, in order to define the exact appearance of the original work and confirm the identification of the version belonging to a private collection in Italy with the replica painted in 1583 for cardinal Ferdinando de’ Medici, as well as to validate the hypothesis that the prototype commissioned to Pulzone by Marcantonio Colonna in 1579 is the version now in the Budapest Museum of Fine Arts, which is undoubtedly the best of all for quality of execution. As more or less altered copies, all the other extant examples of the image can be related to one or the other of these originals, according to a model that, in the author’s intention, should be possible to apply to any subsequent versions. Furthermore, the Medici replica is characterised by an interesting detail directly alluding to its patron: in fact, the sword born by the soldier in the foreground reproduces a falchion presently in the Wallace Collection, which was made for duke Cosimo de’ Medici before 1569. Presumably Cosimo gave it to his son Ferdinando, who took it to Rome where it was admired not only by Pulzone but also by Paris Nogari, as can be observed in the latter’s fresco representing the Library of Alexandria in the Salone Sistino of the Vatican Library, painted in 1588-89.