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Nuove proposte per il catalogo di Francesco Ruschi

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Sommario

Il saggio presenta nuove scoperte sulla biografia di Francesco Ruschi durante gli anni veneziani: un pagamento per il soffitto di Sant’Anna di Castello – la sua opera più maestosa – e due accordi di “garzonato” che forniscono informazioni sulla bottega artistica. Vengono proposti alcuni nuovi inserimenti nel catalogo dell’artista: tre dipinti con figure allegoriche – attribuibili con buona certezza al soffitto disperso di Sant’Anna e conosciuti solo tramite documentazione fotografica – permettono una ricostruzione, seppur frammentaria, di questo elaborato lavoro di Ruschi. Inoltre, vengono presentati una ‘Crocifissione’, una scena con ‘Giustizia e Pace’, che sono transitati più volte nel mercato internazionale dell’antiquariato, e un frammento di un dipinto raffigurante un ‘Giovane con scudo’, recentemente rinvenuto a Vienna. L’elevata qualità di quest’ultimo lavoro, insieme ad alcuni elementi specifici, suggerisce che possa effettivamente essere parte di un’ancona di Ruschi, documentata da fonti contemporanee nella chiesa di San Polo a Venezia.

Summary

The essay introduces new findings on the biographical account of Francesco Ruschi’s Venetian years: a payment for the ceiling of Sant’Anna di Castello – his most majestic work – and two agreements of “garzonato” (apprenticeship) providing information about the artistic workshop. Some additions to the artist’s catalogue are here suggested: three paintings with allegorical figures – attributable with good certainty to the dispersed ceiling of Sant’Anna and known only from photographic documentation – allow a reconstruction, however fragmentary, of this elaborate work by Ruschi. Furthermore, a ‘Crucifixion’, a scene with ‘Justice and Peace’, which have transited in the international antique market several times, and a fragment of a painting representing a ‘Young man with a shield’, recently found in Vienna, are presented. The very high quality of the latter work, along with some specific elements, suggests it might indeed be part of an altarpiece by Ruschi, documented by contemporary sources in the church of San Polo in Venice.