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Metalli romanici valsesiani e ambrosiani – I picchiotti romanici del Nord Italia: i casi di Sant’Ambrogio a Milano e di San Nazzaro Sesia

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Sommario

Le testimonianze riguardanti i battenti realizzati localmente nel Nord Italia sono rare, ma esistono esempi notevoli, come quelli di Sant’Ambrogio a Milano, il Museo Diocesano di Susa, il Museo di Santa Giulia a Brescia e l’Abbazia di San Nazzaro Sesia in Piemonte. Questi manufatti sono stati recentemente sottoposti ad analisi chimiche da parte del CenISCo (Centro Interdisciplinare per lo Studio e la Conservazione dei Beni Culturali) presso l’Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con l’Università di Torino, nell’ambito del progetto “Memip” (Medieval Enamels, Metalwork, and Ivories in Piedmont: metodi storico-artistici e scientifici per la valutazione).
Questo articolo presenta i primi risultati di tali analisi, insieme alla ricerca storico-artistica correlata. I battenti sono confrontati stilisticamente e morfologicamente con esempi romanici prodotti in tutta Europa, utilizzando come riferimento lo studio monografico del 1981 di Ursula Mende. Questo confronto mette in luce le caratteristiche uniche dei manufatti italiani, come l’iscrizione distintiva che decora i battenti a Milano e l’influenza della produzione scultorea del cantiere di Sant’Ambrogio. Inoltre, si ipotizza che l’artefatto piemontese possa avere un carattere arcaico, risalente potenzialmente all’XI secolo.
L’analisi, condotta con lo strumento non invasivo THERMO Niton XLT GOLDD, permetterà alla fine un confronto completo tra gli oggetti una volta completata la campionatura. I risultati finali aiuteranno a determinare l’entità delle somiglianze o delle differenze tra i battenti, fornendo una comprensione più chiara del loro significato storico e artistico.

Summary

Testimonies from Northern Italy regarding locally-made doorknockers are rare, but notable examples exist, such as those found at Sant’Ambrogio in Milan, the Diocesan Museum of Susa, the Museum of Santa Giulia in Brescia, and the Abbey of San Nazzaro Sesia in Piedmont. These artifacts have recently undergone chemical analysis by CenISCo (Centro Interdisciplinare per lo Studio e la Conservazione dei Beni Culturali) at the University of Eastern Piedmont, in collaboration with the University of Turin, as part of the “Memip” project (Medieval Enamels, Metalwork, and Ivories in Piedmont: art-historical and scientific methods for evaluation).
This article presents the initial results of these analyses, along with the accompanying art-historical research. The doorknockers are compared stylistically and morphologically with Romanesque examples produced across Europe, using Ursula Mende’s 1981 monographic study as a reference. This comparison highlights the unique features of the Italian artifacts, such as the distinctive inscription that decorates the doorknockers in Milan and the influence of sculptural production from the Sant’Ambrogio shipyard. Furthermore, there is a hypothesis suggesting that the artifact from Piedmont may have an archaic character, potentially dating back to the 11th century.
The analysis, conducted with the non-invasive THERMO Niton XLT GOLDD instrument, will ultimately allow for a comprehensive comparison of the objects once sampling is complete. The final results will help determine the extent of similarities or differences between the doorknockers, providing a clearer understanding of their historical and artistic significance.