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La Trinità all’altare di Santa Trinità a Firenze. Un caso di studio

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Sommario

La controfacciata della Basilica di Santa Trinità a Firenze presenta un affresco danneggiato che raffigura la Trinità dei Tre Uomini, uno sviluppo iconografico del passo biblico in cui Dio apparve ad Abramo come tre uomini o angeli (Genesi 18). L’affresco fu coperto nel 1552 con l’altare in marmo di Sernigi ed è stato riscoperto nel 1888. Il dipinto è stato attribuito a Lorenzo di Bicci o a un seguace di Agnolo Gaddi, ma sosteniamo che sia più opportuno ascriverlo a Bicci di Lorenzo, datandolo intorno al 1400-1405. Le evidenze suggeriscono che un altare fosse probabilmente già collocato sotto la Trinità prima del 1552, soprattutto considerando che la Persona centrale tiene l’Eucarestia. La Trinità Eucaristica era piuttosto popolare a Firenze, in particolare in associazione con altri elementi, come un altare fittizio posto davanti ai Tre, due candelabri in primo piano e tre attributi sopra le teste dei personaggi che richiedono ancora un’interpretazione più profonda: una colomba, un libro e un globo armillare. I confronti dimostrano che Bicci si ispirò a tali design fiorentini, in particolare all’opera del suo concittadino Cenni di Francesco.

Summary

The counter-façade of Santa Trinita’s Basilica in Florence displays a damaged fresco depicting the Three-Men Trinity, an iconographic development of the Biblical passage in which God appeared to Abraham as three men or angels (Genesis 18). The fresco was covered in 1552 with the marble Sernigi Altar and was rediscovered in 1888. The painting was then attributed to Lorenzo di Bicci or to a follower of Agnolo Gaddi, but we argue that it is better to ascribe it to Bicci di Lorenzo, dating it to around 1400-1405. Evidence suggests that an altar was likely set below the Trinity even earlier than 1552, especially considering that the central Person holds the Holy Eucharist. The Eucharistic Trinity was quite popular in Florence, particularly in association with other elements, such as a fictive altar set before the Three, two candelabra in the foreground, and three attributes above the characters’ heads that still require deeper interpretation: a dove, a book, and an armillary sphere. Comparisons prove that Bicci took inspiration from such Florentine designs, particularly from the work of his compatriot Cenni di Francesco.

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