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Preposterous media: applicazioni umanitarie del VR cinema e pittura a lume di notte

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Sommario

In che modo indossare un visore di realtà virtuale nel comfort della propria casa può avere un valore etico o politico in relazione a eventi catastrofici che colpiscono intere popolazioni in diverse parti del mondo? Fino a che punto tali dispositivi hanno la capacità di facilitare gli spettatori nello sviluppo di uno “sguardo testimoniale”? Questo articolo si concentra sui progetti delle Nazioni Unite nel cinema di realtà virtuale che promettono di migliorare l’esperienza dello spettatore, aumentando così la consapevolezza delle operazioni umanitarie. Procedendo lungo un percorso “preposteroso” e anacronistico, si stabilisce un confronto tra le caratteristiche compositive ed esperienziali del cinema di realtà virtuale e la tradizione della “pittura a lume di candela” introdotta da Caravaggio e ulteriormente sviluppata dai cosiddetti Caravaggisti nel XVII secolo. Sviluppando questa analisi incrociata, vengono suggerite alcune risposte alle principali domande riguardanti l’esperienza dello spettatore nel cinema di realtà virtuale a tema umanitario.

Summary

How can the wearing of a virtual reality headset in the comfort of one’s own home be seen as having any ethical or political value in relation to catastrophic events overwhelming entire populations in different parts of the globe? To what extent do such devices have the capacity to facilitate spectators in developing a “witnessing gaze”? This article focuses on United Nations projects in virtual reality cinema that promise to enhance the spectator experience, thereby raising awareness of humanitarian operations. By proceeding along a “preposterous”, anachronistic, path a comparison is drawn between the compositional and experiential characteristics of virtual reality cinema and the tradition of “candlelit painting” which was introduced by Caravaggio and further developed by the so-called Caravaggisti in the seventeenth century. In developing this cross-analysis, a few answers are suggested to the main questions regarding the viewer experience of humanitarian-themed virtual reality cinema.

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