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Pompeo Batoni e la Vergine di Isaia

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Sommario

Nel 1763, Pompeo Batoni fu commissionato per dipingere un’ancona per la Parrocchiale dei SS. Faustino e Giovita di Chiari, dopo aver già realizzato un’opera per l’altare dell’Immacolata Concezione nel 1750. Nonostante la fama dell’artista, i suoi impegni con i ritratti e la sua meticolosità causavano notevoli ritardi. Nel 1769, il committente, don Pietro Faglia, morì, e solo nel 1779 l’abate Stefano Antonio Morcelli, erede del progetto, intervenne per sollecitare Batoni a completare il lavoro. Dopo vari solleciti, l’opera fu finalmente terminata e inviata a Brescia nel 1780, con Batoni che firmò il quadro completato.

Summary

In 1763, Pompeo Batoni was commissioned to paint an altarpiece for the Parish Church of SS. Faustino and Giovita in Chiari, after already creating a work for the altar of the Immaculate Conception in 1750. Despite the artist’s fame, his portrait commissions and meticulousness caused significant delays. In 1769, the commissioner, Don Pietro Faglia, passed away, and it was not until 1779 that Abbot Stefano Antonio Morcelli, the project’s heir, intervened to urge Batoni to complete the work. After several reminders, the piece was finally finished and sent to Brescia in 1780, with Batoni signing the completed painting.

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