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Primitivi del Quattro-Cinquecento in Corsica: alcuni inediti.

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Sommario

Questo saggio indagherà le pale d’altare del XVI secolo conservate in Corsica, delle quali si sa ancora poco. Fu nel XVI secolo che, per la prima volta, fu documentata sull’isola la presenza di artisti locali che lavoravano con i loro studi in Corsica. Il caso principale è quello di Antonio di Simone da Calvi, autore della pala d’altare di Cassano, un paese situato a nord-ovest dell’isola, che firmò e datò la sua opera nel 1505. Quest’opera, come la maggior parte degli artefatti trovati sul posto, è caratterizzata da un tipo di carpenteria e da uno stile che possono essere attribuiti alla madrepatria ligure. In particolare, alla produzione del Maestro delle Cinque Terre, come i polittici di Vollastra e Manarola, databili alla fine del XV secolo. Una morfologia strutturale simile, tipica della tradizione della Riviera ligure, caratterizza il polittico di Volpajola, anch’esso in Haute-Corse (1511). A livello formale, questo artefatto presenta forti elementi liguri, riconducibili lungo l’asse Savona-Genova. Le due pale d’altare inedite di Giocatotojo e Morosaglia, quest’ultima datata 1527, dovrebbero essere attribuite allo stesso autore. Le caratteristiche formali di questi polittici ci portano a identificare le radici “corsicane” dell’autore, qui chiamato Maestro di Morosaglia, un maestro anonimo, culturalmente vicino a Pietro Guido da Ranzo dell’area della Riviera di Ponente ligure (documentato dal 1490 al 1532). Infine, la pala d’altare di Belgodère è una delle poche registrate sull’isola in cui sono stati conservati diversi documenti. A partire dal 1595, questi documenti riguardano la commissione di quest’opera allo studio di Lisandro Castellini e Giovan Battista Aicardo. Questo dipinto potrebbe essere definito come un’espressione del manierismo popolare con influenze liguri.

Summary

This essay will investigate 16th century altarpieces preserved in Corsica in which there is still little known about them. It was in the 16th century when, for the first time, the presence of local artists working with their studios in Corsica was documented on the island. The main case was that of Antonio di Simone da Calvi, author of the altarpiece of Cassano, a village located northwest of the island, who signed and dated his work in 1505. This work, like most part of the artifacts found on site, is characterised by a type of carpentry and style which can be attributed to the Ligurian motherland. In particular, to the production of the Maestro delle Cinque Terre like the polyptychs of Vollastra and Manarola, which can be dated to the end of the 15th century. A similar structural morphology, typical of the Ligurian Riviera tradition, characterises the Volpajola polyptych, also in Haute-Corse (1511). On a formal level, this artefact has strong Ligurian elements, traceable along the Savona-Genoa axis. The two unpublished altarpieces of Giocatotojo and Morosaglia, the latter dated 1527, should be credited to the same author. The formal features of these polyptychs lead us to identify the “Corsican” roots of the author, called here Maestro di Morosaglia, an anonymous master, culturally close to Pietro Guido da Ranzo of the Riviera di Ponente Ligurian area (Doc. from 1490 to 1532). Finally, the altarpiece of Belgodère is one of the few recorded on the island in which several documents have been preserved. Starting from 1595, these papers concern the commission of this work to the studio of Lisandro Castellini and Giovan Battista Aicardo. This painting could be defined as an expression of popular mannerism with Ligurian influences.