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Dalle monache alla città nella continuità. Un modello museologico nell’ex monastero di S. Caterina d’Alessandria di Palermo

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Sommario

Questo saggio esamina un recente museo a Palermo, il monastero domenicano di Santa Caterina d’Alessandria, risalente al XIV secolo, che ha terminato la sua funzione naturale nel 2014 e ha aperto al pubblico dopo un fondamentale restauro. Illustra il progetto museologico complessivo del convento, che riguarda non solo gli aspetti storici e artistici, ma anche il riutilizzo dell’organismo monumentale in continuità con la tradizione. La sua musealizzazione, secondo i criteri di una casa museo per un sito di restauro permanente, è accompagnata dalla riattivazione della vecchia confetteria, dalla creazione di un refettorio di Solidarietà e di una Casa per sacerdoti. L’idea è quella di far respirare ai visitatori l’atmosfera del vecchio convento, rendendo di nuovo vivi gli spazi. Tra le iniziative del 2019 c’è una mostra curata da Lina Bellanca, Maria Concetta Di Natale, Sergio Intorre e Maria Reginella, in sinergia con la Soprintendenza ai Beni Culturali e l’Università di Palermo. L’obiettivo era quello di mettere in mostra la grande bellezza delle suppellettili sacre del monastero di Santa Caterina e di molti altri conventi siciliani, per lo più conservati nei depositi, con opere d’arte straordinarie dal XVI al XIX secolo.

Summary

This essay examines a recent museum in Palermo, the fourteenth-century Dominican monastery of St. Catherine of Alexandria, which ended its natural function in 2014 and opened to the public after a fundamental restoration. It illustrates the overall museological project of the convent which concerns not only the historical and artistic aspects, but also the reuse of the monumental organism in continuity with tradition. Its musealization, according to the criteria of a house museum for a permanent restoration site, is accompanied by the reactivation of the ancient confectionery, the creation of a Solidarity refectory and a House for priests. The idea is to make visitors breathe the atmosphere of the ancient convent, making the spaces alive again. Among the initiatives of 2019 is an exhibition curated by Lina Bellanca, Maria Concetta Di Natale, Sergio Intorre and Maria Reginella, in synergy with the Superintendency of Cultural Heritage and University of Palermo. They aimed at showcasing the great beauty of the sacred furnishings of the monastery of S. Caterina and of many other Sicilian convents, mostly preserved in deposits, with extraordinary works of art from the 16th to the 19th century.