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Alfonso Litta, un arcivescovo tra Roma e Milano

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Sommario

Questo testo indaga il tema del commissionamento e del patronato da parte di privati, concentrandosi su Alfonso Litta, arcivescovo di Milano dal 1652 al 1679. Come patrono, ebbe contatti con Bernini e con artisti attivi nel suo atelier (ad esempio, il medaglista Gioacchino Francesco Travani), e favorì viaggi di formazione a Milano, prestando particolare attenzione agli artisti milanesi come l’architetto Giovanni Battista Paggi (1662) e lo scultore Giuseppe Vismara (1667). Paggi sarebbe diventato uno dei più convinti diffusori del linguaggio di Bernini, mentre Vismara è noto per aver rilanciato la tecnica della medaglia. Come committente, Litta si rivolse in particolare all’Urbe per i suoi ritratti, in particolare commissionando opere a Baciccio e a Ferdinando.

Summary

This text investigates the commissioning and patronage of private individuals with a concentration on Alfonso Litta, archbishop of Milan from 1652 to 1679. As a patron, he had contacts with Bernini and with artists active in his workshop (for example, the Gioacchino Francesco Travani medalist), and he favored training trips to Milan with special attention to Milanese artists such as the architect Giovanni Battista Paggi (1662) and the sculptor Giuseppe Vismara (1667). Paggi would become one of the most convinced disseminators of the language of Bernini, while Vismara is responsible for re-launching the medal technique. As commissioner, Litta looked to the Urbe especially for his portraits and in particular, commissions to Baciccio and to Ferdinand.

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