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Conservazione e innovazione dei poli liturgici e dello spazio sacro

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Sommario

Nel corso dei secoli, abbiamo assistito a varie trasformazioni delle sale sacre, tutte dovute a riforme teologiche. L’adeguamento delle chiese, previsto dal Concilio Vaticano II (1963), afferma che è necessaria una restaurazione architettonica per la conservazione delle stratificazioni negli edifici antichi. Secondo la Nota Pastorale promulgata dalla Commissione Episcopale per la Liturgia nel 1996, ho identificato tre casi riguardanti edifici religiosi a Napoli, ciascuno rappresentativo di diversi problemi risolti in modi differenti. L’adeguamento della Basilica di San Giovanni Maggiore ha tenuto conto della duplice funzione che la chiesa svolge sia come parrocchia sia come sala culturale, gestita dalla Fondazione Ordine degli Ingegneri di Napoli, che l’ha ricevuta in prestito d’uso dal Cardinale. Sottolineerò il valore e i limiti di questa scelta. Il secondo caso è la Chiesa del Gesù Nuovo, che fa riferimento in particolare al piano di adeguamento della zona del presbiterio e dell’abside, senza trascurare le soluzioni adottate nelle altre sale celebrative. L’ultima parte di questo saggio riguarda il Museo Diocesano di Napoli, situato nella Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova, adeguato per la nuova funzione, prestando particolare attenzione ai valori di culto. Illustrerò anche la Chiesa di Santa Maria Donnaregina del XIV secolo, sottolineando l’opportunità di considerare entrambi gli edifici religiosi nel loro complesso come un'”isola dei musei sacri.” Viene poi enfatizzata non solo la continuità architettonica degli edifici, ma anche la continuità religiosa dal XVI secolo fino ad oggi.

Summary

Through the centuries, we have witnessed various sacred room transformations, all due to theological reforms. The adjustment of churches, expected by Vatican Council II (1963), claims that architectural restoration is required for the conservation of stratifications in ancient buildings. According to the Pastoral Note promulgated by the Episcopal Commission for the Liturgy in 1996, I identified three cases regarding religious buildings in Naples, each one representative of different problems solved in different ways. The adjustment of the San Giovanni Maggiore Basilica has taken into account the twofold function that the church carries out both as a parish church and as a cultural room, managed by the Engineer Order of Naples Foundation, which received it in loan for use by the Cardinal. I will point out the worth and limits of this choice. The second case is the Gesù Nuovo Church, referring particularly to the plan of adjustment of the presbytery and apse zone, without ignoring the solutions adopted in the other celebrative rooms. The last part of this essay concerns the Museo diocesano of Naples, situated in the Santa Maria Donnaregina Nuova Church, adjusted for the new function, taking into account especially the worship values. I also illustrate the XIV-century Church of Santa Maria Donnaregina, underlining the opportunity to consider both the religious buildings as a whole as an “isola dei musei sacri.” It is then emphasized not only the architectural continuity of the buildings but also the religious continuity from the XVI century until today.

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