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La pittura lucchese di primo Cinquecento tra centro e periferia. Devozioni locali e nobili modelli figurativi in alcuni dipinti poco noti di Barga

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Sommario

A eccezione delle opere in terracotta invetriata, il panorama artistico di Barga – piccolo centro gravitante nell’orbita fiorentina – ha ricevuto un’attenzione critica discontinua e scarsa, lasciando una lacuna nella letteratura che continua a ostacolare una comprensione approfondita del suo contesto religioso, artistico e sociale, complesso e sfaccettato. Tre opere significative offrono un punto d’accesso a questo contesto: la Pala di San Giuseppe nella cattedrale; la Madonna in trono con il Bambino e i Santi Bartolomeo, Biagio e il piccolo San Giovanni Battista; e il Matrimonio mistico di Santa Caterina d’Alessandria con Santa Cristina, queste ultime due conservate nel monastero di Santa Elisabetta d’Ungheria. Documenti d’archivio inediti consentono di ricostruire le origini e il progressivo sviluppo del culto di San Giuseppe, facendo luce sul suo ruolo nella formazione della devozione civica, probabilmente influenzata dai francescani osservanti. Emerge inoltre l’importanza di altre pratiche devozionali locali, in particolare come mezzo per rispondere alle crisi e rafforzare la coesione comunitaria. Le opere rivelano inoltre come le botteghe locali abbiano reinterpretato il linguaggio visivo di Raffaello, Marcantonio Raimondi e Piero di Cosimo attraverso processi di adattamento selettivo e mediazione iconografica. La produzione artistica nei cosiddetti contesti periferici appare quindi come il risultato di una negoziazione attiva tra modelli, funzioni ed esigenze locali.

Summary

Apart from the glazed terracotta works, the artistic landscape of Barga – a small town within the Florentine orbit – has received discontinuous and scant scholarly attention, leaving a gap in the literature that continues to hinder a thorough understanding of its complex and multifaceted religious, artistic, and social context. Three significant works provide a point of entry into this setting: the St Joseph Altarpiece in the cathedral; the Madonna Enthroned with the Child and Sts Bartholomew, Blaise, and the Infant John the Baptist; and the Mystical Marriage of St Catherine of Alexandria with St Christina, the latter two preserved in the monastery of St Elizabeth of Hungary. Unpublished archival documents enable the reconstruction of the origins and gradual development of the cult of St Joseph, shedding light on its role in shaping civic devotion, likely influenced by the Observant Franciscans. The importance of other local devotional practices also emerges, particularly as a means of responding to crises and strengthening communal cohesion. The works further reveal how local workshops reinterpreted the visual language of Raphael, Marcantonio Raimondi, and Piero di Cosimo through processes of selective adaptation and iconographic mediation. Artistic production in so-called peripheral contexts thus appears as the result of an active negotiation between models, functions, and local needs.