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Pittura ‘controriformata’ del primo Seicento napoletano. Il caso dello Pseudo Forlì, alias Santillo Filosa

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Sommario

L’articolo propone di identificare il pittore convenzionalmente noto come Pseudo-Forlì con Santillo Filosa, artista documentato a Napoli tra il 1599 e il 1636 e attivo, secondo le fonti archivistiche, per committenze prestigiose. La correlazione tra diversi documenti noti relativi a Filosa e dipinti superstiti—soprattutto quelli conservati nelle chiese napoletane e precedentemente attribuiti allo Pseudo-Forlì o alla cerchia di Fabrizio Santafede—consente di riconsiderare la carriera di uno dei pittori più attivi e stimati della Napoli dei primi decenni del Seicento. La sua produzione si conforma strettamente alle direttive artistiche imposte dalla Chiesa della Controriforma, in linea con altri protagonisti dello stesso ambiente, come Giovan Vincenzo Forlì (con il quale fu inizialmente confuso), Giovanni Balducci, Ippolito Borghese e molti altri.

Summary

This article proposes identifying the painter conventionally known as Pseudo-Forlì with Santillo Filosa, an artist documented in Naples between 1599 and 1636 who, according to archival records, worked for prestigious patrons. The correlation of several known documents concerning Filosa with surviving paintings—particularly those found in Neapolitan churches and previously attributed to Pseudo-Forlì or to the circle of Fabrizio Santafede—allows for a reevaluation of the career of one of the most active and esteemed painters in early seventeenth-century Naples. His work closely adhered to the artistic directives imposed by the Counter-Reformation Church, in line with other major figures of the same milieu, such as Giovan Vincenzo Forlì (with whom he was initially confused), Giovanni Balducci, Ippolito Borghese, and many others.