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Jacopo Sansovino e la Tomba di Pietro Campesano (1543-1544) nella chiesa di San Giovanni Battista a Bassano del Grappa

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Sommario

L’articolo esamina un episodio finora trascurato nella produzione scultorea di Jacopo Sansovino: la realizzazione della Tomba di Pietro Campesano (1543-1544), situata nella chiesa di San Giovanni Battista a Bassano del Grappa. L’attribuzione, attestata per la prima volta da Lorenzo Marucini nel 1577, viene qui riconsiderata attraverso una rilettura critica delle fonti letterarie e archivistiche, nonché mediante un’analisi stilistica del monumento. Particolare attenzione è riservata al ruolo di mediazione svolto da Francesco Sansovino, figlio dello scultore, e alla sua amicizia con Alessandro Campesano – poeta e figlio del defunto – entrambi formatisi tra l’Università di Padova e Bologna. Il rapporto intellettuale tra queste due figure offre una chiave interpretativa per comprendere la committenza e l’iconografia del sepolcro, inserito in un contesto religioso e culturale caratterizzato dalla diffusione della cultura delle ville e da una precoce attenzione per il ritratto e il paesaggio nella pittura veneta. L’analisi stilistica evidenzia una sintesi di motivi classici e innovazioni manieriste, con riferimenti alla scultura toscana del Quattrocento e a modelli michelangioleschi, articolati in una composizione architettonica sobria ma raffinata. Il monumento si inserisce in una tradizione tipologica di sepolcri dedicati a uomini di scienza e giuristi legati allo Studium patavino. Oltre a sostenere l’attribuzione a Tatti, verosimilmente con la collaborazione della sua bottega, lo studio contribuisce a una più ampia comprensione della ricezione del linguaggio scultoreo sansoviniano nella terraferma veneta e alla ricostruzione del contesto culturale di Bassano nella seconda metà del Cinquecento.

Summary

This article examines a previously overlooked episode in Jacopo Sansovino’s sculptural oeuvre: the creation of the Tomb of Pietro Campesano (1543-1544), located in the church of San Giovanni Battista in Bassano del Grappa. The attribution, first recorded by Lorenzo Marucini in 1577, is here reassessed through a critical re-reading of literary and archival sources, as well as through a stylistic analysis of the monument. Particular attention is devoted to the mediating role played by Francesco Sansovino, the sculptor’s son, and to his friendship with Alessandro Campesano – poet and son of the deceased – both of whom studied at the University of Padua and later in Bologna. The intellectual relationship between these two figures offers an interpretative key to understanding the commission and iconography of the tomb, which is set within a religious and cultural context defined by the flourishing of villa culture and by an early appreciation for portraiture and landscape in Venetian painting. The stylistic assessment reveals a synthesis of classical motifs and Mannerist innovations, with references to fifteenth-century Tuscan sculpture and Michelangelesque models, articulated within a restrained yet refined architectural composition. The monument aligns with a typological tradition of sepulchres dedicated to men of science and jurists associated with the Paduan Studium. In addition to supporting an attribution to Tatti, likely in collaboration with his workshop, this study contributes to a broader understanding of the reception of Sansovino’s sculptural language in the Venetian mainland and to the reconstruction of the cultural milieu of Bassano in the later sixteenth century.