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Roma fuori da Roma: le tante vite di San Flaviano a Montefiascone

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Sommario

Nel Medioevo, Montefiascone si affermò come uno dei centri più rilevanti lungo le vie di pellegrinaggio dirette a Roma. Situata ai margini dell’abitato, nel punto in cui si incontrano la Via Francigena e la Via Teutonica, la chiesa di San Flaviano rappresenta un santuario di grande originalità nel panorama dell’Italia centrale. Il saggio si propone un duplice obiettivo: da un lato analizzare le diverse fasi architettoniche del complesso nel corso del Medioevo; dall’altro chiarire le funzioni dei suoi vari spazi, elementi che devono essere letti congiuntamente alla luce dell’evoluzione storica di Montefiascone. Le forme architettoniche di San Flaviano subirono numerose trasformazioni: inizialmente chiesa pievana e di pellegrinaggio, legata al culto delle reliquie del martire Flaviano ivi sepolto, essa divenne successivamente una base logistica per le celebrazioni liturgiche dei pontefici residenti nella Rocca dei Papi. Alcune peculiarità dell’edificio contribuiscono a definire Montefiascone come una sorta di “piccola Roma fuori Roma”, almeno in alcune fasi della sua storia medievale. La struttura della chiesa è caratterizzata da due livelli sovrapposti, collegati da un’ampia apertura centrale. Il livello superiore, giunto fino a noi, rispecchia l’assetto voluto da papa Urbano IV (1262–1264), che probabilmente necessitava di una tale articolazione spaziale per finalità liturgiche, cerimoniali e simboliche: in particolare, per stabilire una corrispondenza ideale e visiva con la confessio petrina, anche attraverso la sovrapposizione degli altari principali dei due livelli e la valorizzazione della vocazione pellegrinale della chiesa. Infine, il saggio prende in esame alcuni degli aspetti più significativi della campagna decorativa pittorica del XIV secolo, finanziata da committenze laiche locali. Il ciclo, ricostruibile attraverso le scene dipinte, combina formule e modelli differenti, testimoniando la circolazione di maestranze, pittori, schemi iconografici e modelli figurativi su una scala geografica ampia.

Summary

In medieval times, Montefiascone emerged as one of the most significant centres on the pilgrimage routes to Rome. Situated on the edge of the town, at the crossroad between the Via Francigena and Via Teutonica meet, San Flaviano parish church is a very distinctive sanctuary in central Italy. The objective of this essay is twofold. First, it analyses the various and different architectural phases of the construction of the complex in the Middle Ages; second, it sheds light on the functions of its various spaces. Indeed, both elements need to be read together against the backdrop of Montefiascone’s evolving historical context. The architectural forms of San Flaviano changed in various ways throughout the Middle Ages: initially a parish and pilgrimage church, hinged on the devotion of buried-there martyr Flavian’s relics, it later emerged as a logistic base for the liturgical celebrations of the popes who resided in the Rocca dei Papi at the top of the town. Some specificities of the church are among the main reasons why Montefiascone can be considered as a small ‘Rome outside Rome’, at least in certain conjunctures of its medieval history. San Flaviano’s peculiar structure consists of two levels, connected through a large opening at the centre of the church. The upper level survived today as it was conceived by pope Urban IV (1262–1264), who probably needed such spatial articulation for liturgical and ceremonial purposes, as well as for symbolic reasons: establishing an ideal and visual correspondence with the confessio petrina, also through the overlapping of the two levels’ major altars and the exploitation of the pilgrim nature of the church. Finally, light will be shed on some of the most interesting aspects of the 14th-century campaign of pictorial decoration, financed by Montefiascone laymen, which can be retrieved within the various painted scenes. Combining different formulas and models, this decorative cycle well testifies the circulation of artisans, painters, iconographical schemes and figurative models on a quite broad geographical scale.