Contenuto in: 

Gli Ebrei nel deserto di Jacopo Tintoretto. Indagine iconografica sul telero laterale sinistro del presbiterio della chiesa di San Giorgio Maggiore a Venezia

 6,00

Categoria:

Sommario

L’articolo propone un’analisi iconografica del dipinto conservato nel presbiterio di San Giorgio Maggiore a Venezia. Sulla base di documenti d’archivio che suggeriscono una data di commissione più precoce rispetto a quanto finora ipotizzato, l’opera viene inserita nel più ampio programma decorativo che interessò l’area presbiteriale della chiesa negli ultimi due decenni del XVI secolo. Si sostiene che la tela, insieme alla sua controparte frontale, rappresenti la fase iniziale di tale intervento decorativo, o quantomeno il momento ideativo del progetto. Di conseguenza, il rapporto tra il dipinto e l’architettura circostante viene riconsiderato e reinterpretato. La nuova lettura si fonda sul parallelismo tra la realtà narrativa, desunta dalle fonti bibliche, e la realtà storica, documentata dalle fonti archivistiche. Queste due dimensioni si intrecciano attraverso diversi livelli temporali, che risultano più evidenti se l’opera viene interpretata come una sequenza cronologica organizzata secondo la prospettiva: a sinistra si collocano i riferimenti al passato, al centro il presente, mentre a destra emergono le indicazioni del futuro. Attraverso un’analisi approfondita delle fonti bibliche, la scena corale centrale viene infine identificata con il popolo ebraico impegnato nell’adempimento delle prescrizioni divine relative all’organizzazione del culto (Esodo 25–29).

Summary

This article offers an iconographic analysis of the painting preserved in the presbytery of San Giorgio Maggiore in Venice. Drawing on archival documents that suggest an earlier commission date than previously proposed, the work is contextualized within the broader decorative program that transformed the church’s presbytery area in the final two decades of the 16th century. It is argued that the canvas, along with its frontal counterpart, represents the initial phase of this decorative effort—or at least the inception of its design. Consequently, the relationship between the painting and the surrounding architecture must be reconsidered and reinterpreted. The new interpretation pivots on the parallel between narrative reality, as presented in biblical sources, and historical reality, as evidenced by archival documents. These two dimensions intertwine through multiple temporal layers, which become more apparent when the painting is read as a chronological timeline structured through perspective. In this reading, references to the past are situated on the left, the present occupies the center, and indications of the future appear on the right. Through a detailed analysis of the biblical sources, the central choral scene is ultimately identified as the Jewish people engaged in fulfilling the divine prescriptions regarding worship organization (Exodus 25–29).