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Angelo della visione. La fotografia nell’Evangeliario ambrosiano

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Sommario

In giustificazione dell’inclusione, del tutto inedita, della fotografia all’interno di un Evangeliario, ho ritenuto necessario ripercorrere le tappe fondamentali del mio percorso artistico che hanno reso possibile questa innovazione. La prima sezione si apre con la nuova dimensione inaugurata dallo sguardo mediato dalla lente di Galileo Galilei e con il deserto assunto come figura simbolica della modernità. Segue una riflessione sull’arte, intesa come espressione della specificità antropologica dell’essere umano, mentre il capitolo dedicato all’angelo approfondisce il modo in cui l’immagine fotografica, attraverso il dispositivo ottico, sia in grado di rivelare l’invisibile. Nelle sezioni dedicate al paesaggio e a Berlino viene indagata la dimensione del cuore quale luogo originario dell’immagine, spazio interiore in cui visione e significato si incontrano. I capitoli sulla luce e sulla fotografia sviluppano poi una profonda analogia tra l’ascesi cristologica e la natura stessa della pratica fotografica, entrambe fondate su un processo di sottrazione, attesa e rivelazione. Infine, nella sezione conclusiva, l’Evangeliario, viene esplorata la categoria dell’istante, intesa come tempo della misericordia, momento in cui visibile e invisibile si congiungono in una rivelazione piena.

Summary

In justifying the unprecedented inclusion of photography in an Evangeliary, I revisited the key milestones of my artistic journey that made this innovation possible. The first section explores the new dimension opened by Galileo’s lens and the desert as a symbol of the Modern. The section on Art outlines the anthropological specificity of humanity, while the chapter on the Angel delves into how the image captured by the lens has revealed the invisible. In Landscape and Berlin, the revelation of the heart as the dwelling place of the image is discussed. The chapters on Light and Photography examine the profound analogy between asceticism in Christ and the intrinsic nature of photographic practice. Finally, in Evangeliary, the category of the instant is explored as the time of mercy.