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Per Panfilo Nuvolone pittore sacro. Una nuova Annunciazione

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Sommario

Questo studio si concentra su Panfilo Nuvolone, originario di Cremona e attivo principalmente a Milano. Una recente scoperta di un’Annunciazione amplia la comprensione del suo limitato corpus come pittore sacro e illustra l’influenza della scuola cremonese sul suo sviluppo artistico. Il capolavoro di Nuvolone, la lunetta per la Cappella del Rosario in San Domenico a Cremona (L’Annuncio alla Vergine della sua morte, 1614), mostra la sua sintesi tra tendenze milanesi e influenze locali. Nonostante le differenze, l’Annunciazione e l’Annuncio condividono motivi comuni, in particolare un bambino con una croce che discende da Dio Padre verso la Vergine Maria—un dettaglio radicato in una tradizione francescana tardo-medievale, controversa nel contesto lombardo e condannata da autorità della Controriforma come Paleotti e Molano. L’inclusione di questo dettaglio da parte di Nuvolone riflette probabilmente una ripresa di questa rara tradizione iconografica piuttosto che un’intenzione eterodossa. Questo schema iconografico dell’Annunciazione riappare nei suoi lavori successivi, come i Misteri del Rosario per la Chiesa Parrocchiale di Casalpusterlengo (1629).

Summary

This study focuses on Panfilo Nuvolone, a Cremona native who primarily worked in Milan. A recently discovered Annunciation broadens our understanding of his limited oeuvre as a sacred painter and illustrates the influence of the Cremonese school on his artistic development. Nuvolone’s masterpiece, the lunette for the Rosary Chapel in San Domenico at Cremona (The Announcement to the Virgin of her death, 1614), showcases his synthesis of Milanese trends and local influences. Despite differences, the Annunciation and Announcement share motifs, notably a small child with a cross descending from God the Father to the Virgin Mary—a detail rooted in a late-medieval Franciscan tradition, controversial in the Lombard context and condemned by Counter-Reformation authorities like Paleotti and Molanus. Nuvolone’s inclusion of this detail likely reflects a revival of this rare iconographic tradition rather than heterodox intent. This Annunciation schema reappears in his later work, such as the Mysteries of the Rosary for the Parish Church at Casalpusterlengo (1629).