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Il polittico della chiesa di Santa Maria a Mare delle Isole Tremiti: un capolavoro di intaglio e di pittura della bottega dei Vivarini

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Sommario

Questo articolo si concentra sul polittico dell’altare maggiore della chiesa di Santa Maria a Mare, situata sull’isola di San Nicola nell’arcipelago delle Tremiti. Lo studio di questo capolavoro di scultura e pittura del XV secolo è stato sollecitato dalla mancanza di un’indagine sistematica e approfondita. I Canonici Lateranensi, ai quali Papa Gregorio XII assegnò la chiesa, decisero di restaurarla all’inizio del XV secolo, ed è ipotizzabile che commissionarono il polittico alla bottega dei Vivarini, famosa in tutta la costa adriatica. Infatti, l’analisi della tipologia del polittico e dello stile e della policromia delle figure evidenzia le strette affinità tra la pala d’altare di Tremiti e le opere realizzate dai Muranesi nella metà del XV secolo. Confrontando la pala d’altare di Tremiti con la sontuosa cornice del polittico Vivarini nella Certosa di Bologna (ora nella Pinacoteca di Bologna) e il piccolo gruppo della Dormitio Virginis nella Pinacoteca Civica di Ascoli (un probabile frammento di un polittico intagliato), è stato possibile attribuire il polittico di Tremiti e le altre due opere allo stesso intagliatore. Il suo nome non è menzionato in nessun documento, ma possiamo chiamarlo “Maestro del Polittico di Tremiti”.

Summary

The high altar of the church of Santa Maria a Mare, located on the island of San Nicola in the Tremiti archipelago. The study of this 15th-century masterpiece of carving and painting was prompted by the lack of a systematic and thorough investigation. The Lateran Canons, to whom Pope Gregory XII assigned the church, decided to restore it at the beginning of the 15th century, and it can be assumed that they commissioned the polyptych from the Vivarini workshop, famous throughout the Adriatic coast. In fact, analysis of the typology of the polyptych and the style and polychromy of the figures highlights the close affinities between the Tremiti altarpiece and the works made by the Muranese in the mid-15th century. By comparing the Tremiti altarpiece with the sumptuous frame of the Vivarini polyptych in the Certosa di Bologna (now in the Pinacoteca di Bologna) and the small group of the Dormitio Virginis in the Pinacoteca Civica di Ascoli (a probable fragment of a carved polyptych), it was possible to attribute the Tremiti polyptych and the other two works to the same carver. His name is not given in any documents, but we can call him “the Master of the Tremiti Polyptych”.